Scafati. Gori: ecco come s’inquina il fiume Sarno

Scafati. Negli ultimi 23 giorni pervenuta agli impianti di depurazione a servizio del comprensorio Sarnese e gestiti da GORI, la quantità di fanghi prevista in un anno

Gori depuratore Sarno inquinamento pomodori
Gori depuratore Sarno inquinamento pomodori

Scafati incontro in comune per emergenza scarichi industriali illeciti. Negli ultimi 23 giorni pervenuta agli impianti di depurazione a servizio del comprensorio Sarnese e gestiti da GORI, la quantità di fanghi prevista in un anno

Si è tenuto ieri l’incontro tra GORI, le Amministrazioni comunali di Scafati, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate e ARPAC per un confronto sull’attuale situazione emergenziale degli scarichi industriali illeciti e sulla conseguente tenuta e funzionamento dell’impianto di depurazione di Scafati, gestito da GORI. Infatti, come è ormai noto il depuratore di Scafati è in affanno a causa dell’arrivo all’impianto, in coincidenza con l’avvio delle lavorazioni delle aziende conserviere, di quantitativi abnormi di solidi sospesi.

Tali sostanze, cioè, sedimi di terra e scarti della lavorazione del pomodoro, impediscono il corretto funzionamento del depuratore di tipo biologico di Scafati, ma anche degli impianti di depurazione di Angri, Nocera Superiore e Mercato San Severino.

Basti pensare che in soli 23 giorni le quantità di solidi (terre e limo) pervenute agli impianti a servizio del comprensorio Sarnese ammontano a circa 13.500 tonnellate, pari alla quantità massima che – secondo progetto – tali impianti avrebbero dovuto ricevere in tutto l’anno di funzionamento.

Sversamento e occlusione

Questo fenomeno di sversamento illecito di rifiuti in pubblica fognatura comporta un’occlusione delle strutture dedicate alla fase di grigliatura e di trattamento primario, il deterioramento delle apparecchiature dell’impianto e una richiesta di ossigeno a supporto delle fasi di depurazione biologica non soddisfacibile con le dotazioni impiantistiche determinando la parziale inefficacia del processo di ossidazione biologica e il concreto rischio (sino a oggi scongiurato solo grazie alla incessante attività dell’azienda) di un “collasso” del depuratore.

In aggiunta alle azioni di natura tecnica attuate a tutela dell’ambiente, GORI ha denunciato alle Autorità competenti le immissioni illecite di reflui non conformi alla normativa vigente.

“Oltre alle misure gestionali straordinarie, poste in essere per mitigare le attuali criticità dei nostri impianti di depurazione causa scarichi industriali illeciti, il nostro personale resta costantemente impegnato per risolvere il continuo stato di emergenza con attività e manovre atte ad evitare un disastro ambientale. Per tali ragioni, sono auspicabili interventi immediati da parte delle Autorità pubbliche preposte, al fine di stroncare e, comunque, interrompere comportamenti nocivi all’ambiente e alla collettività” – dichiara l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello.

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