Pompei. Il cane del banco dello street Fod ruba la scena a quella della casa del Poeta Tragico

Nella giornata mondiale del cane. Il cane ritratto sul Termopolio della Regio V, da pochi giorni aperto al pubblico, dopo la recente clamorosa scoperta, ruba scena sui social del Parco Archeologico a quello rimasto famoso per l’intiomazione del Cave canem. Un ‘esplicita locuzione latina che significa letteralmente “attenzione al cane”. Essa veniva scritta all’ingresso delle ville pomepoiane (e romane) per avvisare che al loro interno si trovava un cane potenzialmente pericoloso. Una pratica ereditata nella società civile contemporanea.
La scritta si può trovare in un famoso mosaico che si trova negli scavi archeologici di Pompei, sul pavimento d’ingresso della Casa del Poeta Tragico (Regio VI, Insula 8, nº 5) mentre un altro mosaico, privo di iscrizione, in cui l’animale è rappresentato alla catena presso una porta semi aperta è visibile, sempre a Pompei, all’ingresso della Casa di Paquio Proculo (Regio I, Insula 7, nº 1).

Infine un mosaico molto conosciuto, ritrovato parimenti nella Casa di Orfeo, è conservato nel Museo archeologico nazionale di Napoli.

Insomma i cani erano anuimali che rioentravabo a pieno titolo nella comnposizione della famiglia estesa dell’Antica Pompei specie se c’erano beni da difebdere o visitatori molesti da tenere lontani da casa