Pompei. Strategie di maggioranza e di opposizione a confronto

Meglio la “condanna della goccia” adottata strategicamente dalla minoranza di Domenico di Casola e riferita alla proverbiale costanza del pappice (un ibrido tra la zanzara e la pulce). La domanda retorica è ispirata (nel caso) alla costanza della ragione. “Dicette o’ pappice a’ noce damme o tiempo che te spertose”. E’ chiaro, comunque, che se i tempi di perforazione del frutto autunnale si allungano oltre misura, succederà al “cauto-insetto” di scavare dentro una noce marcia, diventata casa per vermi. Sul versante opposto si replica (dal punto di vista operativa) partendo dal cosiddetto “canone delle vie brevi” passabile di sanatoria di prima, seconda o terza istanza, mentre, sul versante dialettico, alla persistenza della “goccia” replicano le note amare del “ridi” pagliaccio”. Francamente non si sa cosa preferire, chiedendoci se
ci toccherò morire di noia o di rabbia dal momento che mancano argomenti interessanti al dibattito politico mentre a Pompei si sta ricostruendo una strada (via Lepanto) che dura più della tela di Penelope, nell’attesa del ritorno di Ulisse dalla guerra di Troia. Riguardo al Puc, inoltre, pare che l’argomento prevalente del dibattito sia il precisare “dove parlarne” invece del “con chi parlarne”, perdendo di vista la centralità del protagonismo del corpo elettorale pompeiano, prevista anche nella legge quadro del Puc, che è poi quella che regge l’impalcatura di un teatrino della politica francamente noioso e monotono. Riguardo alla trasformazione urbanistica (progetti Eav e Hub), poi, l’esperienza non regala rosee prospettive per l’avvenire, dal momento che non si vede come un ceto dirigente che incontra difficoltà oggettive nella costruzione di una strada possa superare brillantemente la costruzione di un nuovo quartiere urbanistico.