Scafati. Veleni nel Sarno, i conservieri: “pronti a lasciare l’agro”

Al summit in Regione Campania l'Anicav minaccia di delocalizzare: "colpe non solo nostre". Bonavitacola: "in tre punti la nostra proposta".

Scafati. Veleni nel Sarno, i conservieri: “pronti a lasciare l’agro”

“Pronti anche ad andare via, se continueremo a essere demonizzati”. Non ci sta il direttore dell’Anicav Giovanni De Angelis, a passare come causa principale dell’inquinamento del fiume Sarno. Parole pronunciate ieri pomeriggio in Regione Campania, al tavolo di confronto voluto dal vice presidente Fulvio Bonavitacola. Collegato da remoto, il portavoce dell’associazione dei conservieri si è detto pronto a fare la propria parte, purché non venga messo alla berlina un intero comparto che in questa stagione offre lavoro a migliaia di persone. “Siamo pronti a delocalizzare”, l’estrema ratio di De Angelis. Al vertice erano presenti, oltre al sindaco di Scafati Cristoforo Salvati, anche i sindaci Ilaria Abagnale (Sant’Antonio Abate), Giosuè D’Amora (Santa Maria la Carità) e Carmela Zuottolo (San Marzano sul Sarno) assieme ai tecnici di Ente Idrico, Gori, Arpac.

Dall’Arpac l’allarme per l’elevata presenza di escherichia coli nei canali del Sarno, conseguenza degli scarichi fognari, che restano una importante concausa, se non la prima, dell’inquinamento del bacino idrico. Tre le proposte messe sul tavolo da Bonavitacola: procedure più snelle per lo smaltimento del terriccio derivato dalla trasformazione del pomodoro, regime sanzionatorio più incisivo e la nomina di un tecnico (in apo alle industrie) che certifichi la qualità della depurazione in ogni fabbrica, comunicandola a un centro di monitoraggio ambientale.

La figura del tecnico.

“Tale figura professionale deve essere nominata dalla Regione e non dall’azienda – le parole di Salvati –  Ringrazio il vice presidente Bonavitacola e gli enti presenti, per avere dato seguito al tavolo da me convocato la settimana scorsa. E’ necessaria un’autocritica da parte di tutti, perché se ancora oggi esiste il problema, è chiaro che c’è qualcosa che non funziona. Ho ribadito la mia proposta già avanzata nei giorni scorsi e sottolineata anche nell’incontro con il Ten. Col. Giuseppe Capoluongo, comandante del Noe di Salerno, di istituire una Polizia ambientale sovra-comunale che si occupi esclusivamente dei controlli a tutela del fiume Sarno. Due Vigili per ogni comune interessato”. Con Salvati presenti anche l’assessore al fiume Sarno Alessandro Arpaia e il consigliere di minoranza Michele Grimaldi. “Siamo ancora nel campo delle proposte, è fondamentale agire subito con determinazione e produrre risultati – così Arpaia – penso ad un protocollo di intesa congiunto da sottoscrivere prima dell’avvio della stagione conserviera, in uno con le industrie”. “Un primo passo”, secondo Grimaldi. “Alle industrie conviene prendere una multa, di fronte al profitto ricavato – spiega – occorre pertanto inasprire le sanzioni, fino alla sospensione. Il tema del Sarno deve ritornare ad essere di carattere nazionale”.

Adriano Falanga