Scafati. Il Comune fa causa ad altri 6 Comuni, per recuperare 300mila euro

Il credito è maturato per la locazione dei locali del Centro per l'Impiego. In sospeso anche oltre 4 milioni di euro di insolvenze del vecchio Piano di Zona

Scafati centro per l'impiego
Scafati centro per l'impiego

Trecentomila euro per la locazione del centro per l’impiego e oltre 4 milioni di euro per il disciolto vecchio Piano di Zona, il Comune di Scafati batte cassa. Sfiorano i cinque milioni di euro i crediti che Palazzo Mayer vanta verso altri Comuni, rei di non aver pagato le rispettive quote relativamente all’affitto dei locali di via Terze, dove ha sede il Centro Per l’Impiego, e per i servizi socio assistenziali del vecchio Piano di Zona. Incassarli però non è semplice, basti pensare che i soli 300mila euro di locazione che Scafati ha anticipato si sono accumulati in oltre un decennio. Soltanto lo scorso Luglio l’Ente ha diffidato i Comuni convenzionati a saldare il dovuto, e soltanto dopo che la questione è venuta fuori grazie ad una interrogazione del gruppo Insieme per Scafati. “Perché il Comune si ostina a pagare un fitto molto salato ad un privato per il Collocamento, anziché usare uno dei propri immobili, come gli uffici della ex Geset?” si chiede Michele Grimaldi. Un canone di locazione di circa 40 mila euro annui, che Scafati anticipa, e che dovrebbe poi incassare dai comuni convenzionati. Nel dettaglio, Angri risulta debitore di oltre 93 mila euro, Sarno per 95 mila, Corbara 5.400, Sant’Egidio Monte Albino 18.300, San Marzano Sul Sarno 37.400, San Valentino Torio quasi 21mila. La diffida è partita dalla dirigente Anna Farro soltanto lo scorso 13 luglio, a quattro anni esatti dal Piano di riequilibrio approvato dalla Commissione Straordinaria. Alcuni di questi Comuni hanno accumulato debiti, iscritti nel disavanzo 2016 che ha portato Scafati sull’orlo del dissesto, anche per la gestione del vecchio Piano di Zona. Oltre 4 milioni di euro di cui Scafati è debitore per circa 500 mila, il resto è da dividersi tra i restanti dieci comuni ex convenzionati. La somma è interamente a carico di Palazzo Mayer nella sua qualità di ente capofila. Fu la Commissione Straordinaria ad avviare un contenzioso verso i soci insolventi, avviando la costituzione dell’azienda consortile, in modo tale da rendere la gestione finanziaria autonoma e indipendente dal bilancio dell’Ente capofila. “Nessuno sa al momento se e come si stia procedendo verso gli altri Enti per il recupero di questa ingente somma. Né si capisce come sia stato possibile accumulare un tale debito senza che nessuno proferisse parola: perché non si indaga a fondo sulle responsabilità? Perché non ci si attiva concretante per esigere il dovuto dagli altri Comuni?” si chiede ancora Grimaldi, dopo che ad una nuova interrogazione la responsabile ad interim Anna Farro ha preso tempo. In assenza dei dirigenti responsabili, tutti pensionati, la Farro ha soltanto confermato il contenzioso in essere, riservandosi di presentare i dettagli appena possibile. Necessario approfondire con il consulente legale Raffaele Marciano. Alcuni di questi Comuni debitori sono attualmente soci del nuovo Consorzio “Comunità Sensibile”. “Perché il Comune di Scafati prima di fondare l’azienda consortile con altri Comuni, non ha preteso che prima si saldassero i debiti che quegli Enti avevano con la nostra comunità? – insiste Grimaldi – Perché a pagare devono sempre essere i cittadini scafatesi?”.

Adriano Falanga