Pompei. La Casa del Criptoportico esemplare nel Parco Archeologico

Il criptoportico in Antico era un corridoio o una via di passaggio coperta. Poteva trattarsi di una struttura al livello del terreno, ma di solito era un seminterrato che supportava un’altra costruzione, nel qual caso fungeva da base come corridoio di servizio non esposto alla vista. Il criptoportico è spesso ricoperto a volta e presenta delle aperture sia in funzione di illuminazione che per l’aerazione degli ambienti sotterranei. Una casa a Pompei (detta del criptoportico a causa della sua tipica struttura) dalla raffinata decorazione parietale, fu interessata da complesse vicende edili e per oltre tre secoli venne frequentemente separata o unificata con l’adiacente Casa del Larario di Achille. In fondo al giardino, dove si trova il larario, due scale portano ai due diversi piani della casa; la rampa in salita conduce al triclinio per i banchetti e alla cucina, posti sotto il loggiato. La rampa in discesa porta ad un ampio corridoio coperto, il criptoportico, che dà nome alla casa ed era affrescato alle sue ali con un ciclo pittorico ispirato a episodi dell’Iliade, un pregevole esempio di pittura pompeiana di II stile. Al di sopra di grandi erme dipinte, unite da festoni, si snodava il lungo fregio, composto da una sequenza di quadretti con personaggi eroici e divini, indicati da didascalie in greco. La volta venne decorata con corone e motivi floreali e geometrici in stucco. L’ambiente assunse la funzione di cantina nell’ultimo periodo di vita della casa. Di fronte alla scala si apre il complesso termale, uno dei pochi esempi di terme private documentati a Pompei; restano quattro ambienti con una ricca decorazione a stucco.