Pompei . Parco Archeologico Sui social il satiro danzante della megalografia di villa dei Misteri

 

I social del Parco Archeologico hanno diffuso oggi l’affresco che ritraer un satiro danzante tratto dalla megalografia che contraddistingue villa dei Misteri. Il satiro è una figura mitologica del mondo greco-romano. Un  essere semidivino frequentatore dei boschi, rappresentato in forma d’uomo con orecchie, coda ed eventualmente zoccoli di cavallo o di capro. Con riferimento alla lascivia tradizionalmente attribuita ai satiri si tratta di un essere che sfoga in manifestazioni animalesche i propri istinti lussuriosi insidiando le virtù femminili. La villa dei Misteri prende il nome dalla sala dei misteri dell’ala residenziale dell’edificio, che si affaccia a mare. La megalografia copre le tre pareti, costituisce un’opera pittorica raffigurante un rito misterico dionisiaco che appare sulla parete centrale. Sulle pareti laterali figure femminili, fauni (i satiri dell’universo romano) menadi e figure alate sono impegnate nello svolgimento dei riti. Oltre alla danza e il consumo del vino, espressioni dell’estasi dionisiaca, si vede la flagellazione rituale di una fanciulla appoggiata sulle ginocchia di una donna seduta (nell’angolo in fondo a destra). Anche gli altri ambienti della Villa presentano  esempi di decorazione parietale di secondo stile. Nel tablino sono rappresentate pitture miniaturistiche di ispirazione egiziana. La villa è un classico esempio di dimora nobile di periferia allo stesso tempo rustica e residenziale. Comprende anche un quartiere destinato alla produzione del vino con un torchio ligneo. Il complesso, risale al II secolo a.C. ma fu ristrutturato nella forma attuale negli anni 80-70 a.C.