Scafati. Servizi sociali: oltre 4 milioni i debiti pregressi. Scontro Grimaldi-Salvati

sono quasi 3 milioni di euro i crediti derivanti da quote non pagate dai vecchi soci, e 1,2 i milioni di euro di debiti verso le aziende e cooperative che hanno prestato i loro servizi.

Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile
Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile

Pesano sulle casse comunali per oltre 4 milioni di euro i debiti che il Comune di Scafati è chiamato a onorare, ereditati dal disciolto Piano di Zona S1, nella sua qualità di comune capofila. Il vecchio Piano vedeva Scafati in convenzione con altri 11 comuni dell’Agro per la gestione in coordinamento delle politiche sociali. Non essendo ente giuridico a se stante, il Pdz ricadeva legalmente ed economicamente sul bilancio del Comune di Scafati. Nel dettaglio, a bilancio (così come nel piano di riequilibrio) sono iscritti quasi 3 milioni di euro come crediti derivanti da quote non pagate dai vecchi soci, e 1,2 i milioni di euro di debiti verso le aziende e cooperative che hanno prestato i loro servizi. Per recuperare i  3 milioni di euro sono stati emessi dal Tribunale di Nocera Inferiore 8 decreti ingiuntivi, tutti impugnati e per i quali vi sono procedimenti giudiziari in corso. Tra questi risaltano gli oltre 800mila euro dovuti dal Comune di Pagani, 480mila di Sarno e 335mila a carico di Angri. Nel contempo i circa 1,2 milioni di euro verso fornitori di servizi hanno prodotto una ventina di decreti ingiuntivi, con altrettanti procedimenti in corso. “Continuiamo a non comprendere come sia possibile che si sia arrivati a tal punto senza che nessuno sia intervenuto, e senza che ancora oggi vengano accertate responsabilità – spiega Michele Grimaldi, a margine dell’ultima interrogazione presentata – è scomparsa nelle nebbie la famosa Commissione di verifica che Salvati aveva annunciato. Come sia possibile che si sia proceduto anche a fondare la nuova azienda Comunità Sensibile con comuni quali Angri e Corbara, senza prima pretendere il saldo dei crediti pregressi. Non vorremmo che la timidezza nell’esigere quanto dovuto al nostro Comune, abbia avuto da contraltare il lasciapassare politico su nomine ed assetti della costituenda società. D’altronde rimane inspiegabile come Scafati abbia deciso di contare solo il 25% dell’azienda, a fronte di una popolazione di molto superiore rispetto agli altri Comuni della nuova azienda”. “Abbiamo strutturato con la direzione della segretaria Pucci un lavoro di equipe recuperando anche professionalità in pensione come il dottor Martellaro e stiamo procedendo nelle azioni di recupero del disciolto Piano di zona S1 – chiarisce il sindaco Cristoforo Salvati – Spiace constatare che qualcuno ragiona per il sociale come si trattasse di una partecipata sui rifiuti dove accaparrarsi poltrone e/o incarichi. Abbiamo lavorato tanto con gli altri Sindaci per arrivare ad un grande risultato: la nascita della Comunità Sensibile che a breve porteremo a Scafati negli uffici della Scafati Solidale, non so se qualcuno anche questo lo giudicherà una vittoria o una sconfitta per Scafati?”.

Adriano Falanga