Scafati. Manca la delibera, Comune costretto a pagare quasi 2 milioni di euro

Una “distrazione” che costerà alle casse dell’Ente due decreti di assegnazione emessi dal Tribunale di Nocera Inferiore, per un importo complessivo che sfiora i due milioni di euro.

Scafati comune
Scafati comune

Manca la delibera di impignorabilità, Comune costretto a pagare quasi 1,8 milioni di euro di debiti pregressi. Dovevano essere fondi impignorabili da terzi, perché destinati a servizi essenziali ma Palazzo Mayer, nel momento di costituirsi contro l’ennesimo decreto ingiuntivo, dimentica di allegare agli atti la delibera di Giunta nella quale vengono indicate le somme impignorabili. Una “distrazione” che costerà alle casse dell’Ente due decreti di assegnazione emessi dal Tribunale di Nocera Inferiore, giudice Pasquale Velleca, per un importo complessivo che sfiora i due milioni di euro. La vicenda nasce negli anni passati, quando Scafati era capofila del disciolto Piano di Zona S1. Un ente che vedeva convenzionati ben undici comuni dell’agro nocerino per la gestione in coordinamento dei servizi sociali, e che ha lasciato nelle casse scafatesi debiti per circa 6 milioni di euro, la metà dei quali iscritti nel piano di riequilibrio e che hanno prodotto decine di decreti ingiuntivi per fatture, relative a servizi socio assistenziali resi e non pagati. Tra questi due decreti esecutivi, emessi nel 2016 e 2018, in favore della Silba spa, centro medico di riabilitazione “Villa Silvia”. Nel dettaglio, un decreto di circa 1,32 milioni di euro e un secondo di circa 411 mila. Tramite l’avvocato Marciano il comune di Scafati si opporrà ai pignoramenti, eccependo l’impignorabilità delle somme, giusta delibera n.60 del 28 giugno 2021. Fatto sta che agli atti, si legge in entrambi i decreti di assegnazione dell’ufficio esecuzioni mobiliari, la delibera viene citata ma non è allegata. “Il Comune di Scafati non ha depositato la delibera bensì un mero estratto della stessa sicché, oltre a non essere stata fornita prova della notifica della delibera al tesoriere, non si comprende nemmeno quale sarebbe la quantificazione delle somme impignorabili e i servizi considerati essenziali dall’ente” scrive il giudice. Non solo, il creditore ha anche dimostrato come, atti alla mano, Scafati abbia saldato debiti posteriori a quelli vantati dalla società di riabilitazione. Sarà adesso la banca di Credito Popolare ad assegnare, entro venti giorni dall’ordinanza, le somme dovute, comprensive di spese legali. Da sottolineare, ancora una volta, come tale debiti siano conseguenza della mancata corresponsione delle quote a carico degli ex soci del vecchio Piano D’Ambito, e di come sui circa 6 milioni di debiti Scafati ne risponde per il totale come Capofila, mentre la sua quota debitoria è di circa 500 mila euro. “Ancora una prova di come la mala gestione passata abbia prodotto quei debiti che ancora oggi pesano sul nostro bilancio, e che di fatto ostacolano la gestione della macchina amministrativa” le parole di Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale.

Adriano Falanga