Pompei. La coerenza delle critiche ai lavori pubblici a via Lepanto

La vicenda di via Lepanto è diventa prioritaria tra le numerose iniziative di censura della minoranza nei confronti dell’amministrazione del Comune di Pompei gestita dalla maggioranza politica di Carmine Lo Sapio. Domenico Di Casola annovera diversi elementi alla base della strategia della sua componente politica. In primis l’appalto delle opere di ristrutturazione di via Lepanto e le vie Crapolla prima e Crapolla seconda (quasi 4 milioni di euro di finanziamento) rappresenta prima importante opera pubblica gestita dall’amministrazione Lo Sapio (anche se il finanziamento è stato deliberato in Regione Campania durante la precedente tornata amministrativa). Altre iniziative ferme riguardano il progetto di HUB ferroviario (più di 30 milioni di euro) e il progetto EAV (più di 60 milioni di euro). A riguardo la questione dell’autorizzazione paesaggistica è quella minore dal momento che emerge l’evidenza oggettiva fondamentale della cattiva esecuzione delle opere eseguite male con riflessi negativi sulla sicurezza stradale. Inoltre c’ém da rimarcare l’utilizzo di materiale edile diverso da quello previsto dal capitolato d’appalto (che Di Casola ritiene di minore qualità) su cui sono state richieste reiteratamente verifiche. Al momento l’Amministrazione comunale ha ammesso responsabilità esclusivamente di profilo autorizzativo mentre risalta agli occhi di tutti il rallentamento dei lavori in corso su via Lepanto e via Crapolla, che sta mettendo in ginocchio i commercianti del territorio oltre a tante famiglie di Pompei. Tutte le considerazioni fornite secondo il consigliere comunale Domenico Di Casola dovrebbero aprire gli occhi agli Organi di Polizia e alle Autorità giudiziarie e di controllo riguardo le modalità con cui l’amministrazione comunale (in particolare ufficio tecnico del Comune di Pompei) gestiscono le opere pubbliche e quindi, i soldi della collettività. A riguardo Di Casola ricorda che il Sindaco di Pompei lo aveva accusato di dire “solo scemenze” durante il dibattito in Consiglio comunale, al contrario i fatti lo hanno costretto ad ammettere le responsabilità della sua amministrazione (anche se le ha limitate al comparto tecnico del Comune di Pompei). Conclusione: l’azione di monitoraggio politico sui danni causati ai pompeiani nel corso dei lavori pubblici a via Lapanto ripartiranno con maggiore vigore di prima (significa che Lo Sapio deve attendersi più interrogazioni) insieme all’attenzione che si continuerà a prestare sulle altre opere pubbliche che saranno appaltate e gli altri problemi che riguardano il centro e le periferie di Pompei