Angri. “Cafè Ferraioli”: quando la crisi politica non è mai passata

Angri. La città vive uno stallo amministrativo che nemmeno con Pasquale Mauri aveva toccato tali minimi termini

Angri giunta Ferraioli
Angri giunta Ferraioli

Angri. Cafè Ferraioli

Un anno di amministrazione silenziosa e oltre. L’effetto social e di una comunicazione aggressiva, dettata anche dai tempi della paura e della pandemia, sono presto finiti. Restano chiuse le porte del palazzo di città. Un filtro invisibile segnato solo dal bip del termometro per l’improbabile misurazione della temperatura presidia l’ingresso della lobby del palazzo comunale. Assessori e consiglieri sono evanescenti figure “non pervenute”, diversamente amministratori.

Mauri il precursore

La città vive uno stallo amministrativo che nemmeno con Pasquale Mauri aveva toccato tali minimi termini, seppure il compianto “vulcanico” continuamente preso dai bollori della gestione della cosa pubblica ha lasciato eredità scomoda e tante macerie che si sono riversate sui conti comunali gestiti “dall’angelo dei conti e delle tabelle” Angela Pauciulo sempre in discussione per la sua fermezza a evitare scelleratezze. La città attende risposte che nella sua solitudine il primo cittadino non è più in grado di fornire finendo consequenzialmente sotto la gogna mediatica. Il suo esecutivo è decisamente da bocciare e produce danni irreparabili seriali alle casse dell’ente: è un fatto di approssimazione e mancanza di conoscenza dei processi amministravi, un’ignoranza di base. Ci sono assessori di “opportunità”.

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Si tira a “campare”

Manca una chiara visione e si tira a “campare” soltanto per mantenere inalterati gli equilibri venuti fuori “infaustamente” dalle ultime elezioni locali che hanno delineato questa orrenda amministrazione. Il sindaco Cosimo Ferraioli sarà ancora costretto a galleggiare nella mediocrità e nell’apatia della sua alleanza che si dà appuntamento al palazzo comunale “tanto per”, come se gli uffici fossero ritrovo di un Cafè.

Senza dignità

L’indecorosa assenza di dignità impedisce una chiave d’uscita, una soluzione per gran parte di questa alleanza che sta portando al baratro la città che non riesce più ad avere un minimo slancio in ogni settore: dal commercio ai servizi sociali, dall’urbanistica alle politiche ambientali. E gli esilaranti consigli comunali sono il simbolo dell’imperante di assenza intellettuale. Questa maggioranza governa in modalità random e resta nelle mani di una certificata incompetenza. “Non ce la faremo”.
Luciano Verdoliva