Angri. Storia e tesori del “Palazzo della cultura” (video)

Angri. Storia e tesori del "Palazzo della cultura". Un vero scrigno di testimonianze documentali che attestano le origini della comunità angrese

Angri. Storia e tesori del “Palazzo della cultura”

Un vero scrigno di testimonianze documentali che attestano le origini della comunità angrese. Una intera stanza con archivi, atti e verbali storici che ricostruisco la genesi della moderna città di Angri negli scorsi secoli considerata ancora una Università. A raccogliere queste preziose documentazioni è il cavaliere Antonio d’Ambrosio e un gruppo di solerti volontari che stanno ridando lustro e storia alla ex “biblioteca comunale” pronta a essere riaperta al pubblico come Palazzo della Cultura. Un edificio storico che risale al 1500 circa situato nel cuore storico di Angri in Via Incoronati. Uno stabile storico strettamente collegato da un ponte sulla via Di Mezzo con il suo edificio gemello una volta palazzo notarile per tutto il comprensorio.

Segreti sotterranei

L’edifico conserva anche qualche affascinante segreto scoperto proprio dal cavaliere D’Ambrosio, durante il ripristino funzionale del palazzo, che ha permesso alle nostre telecamere di riprendere il lato sotterraneo dell’antico Palazzo dove sono ancora ben conservate le cucine usate dalla servitù per preparare i pasti ai signori dell’epoca che dimoravano o stazionavano per brevi periodi nel Palazzo. Tra le carte affiorano anche importanti documenti che certificano la realizzazione, nel 1877, dell’attuale cimitero comunale cittadino, della controversa realizzazione del monumento dei caduti, dei pegni contatti dai cittadini durante le carestie, ma anche registri anagrafici e i documenti relativi alla concessione di Bagni alla vicina Scafati.

Un riferimento per studiosi

Tanto materiale per studiosi ma presto fruibili anche da semplici cittadini che oltre a leggere un buon libro della biblioteca comunale potranno ammirare anche opere d’arte e reperti, in parte donati anche da comuni cittadini come Iozzino e Somma e lo stesso D’Ambrosio che ha donato i suoi cimeli di cavaliere di malta, toga e spada ancora da collocare. Al piano terra sarà da ammirare anche la bellissima collezione di uccelli imbalsamanti e animali della fauna del sotto bosco dei Monti Lattari. C’è tanto da vedere e il Cavaliere D’Ambrosio promette altre iniziative strettamente collegate al “Palazzo della Cultura” già da ora destinato a diventare un riferimento antropologico e culturale per il comprensorio.

Il servizio è di Aldo Severino