Pompei. In consiglio comunale tiene banco il dibattito su progetto Hub

Pompei. Nuova tattica della maggioranza nella gestione del consiglio comunale

La critica dell’opposizione nei confronti della maggioranza politica comandata dal sindaco Lo Sapio è partita dai modi di redazione dei verbali registrando un dibattito articolato a riguardo nel consiglio comunale di oggi (13 gennaio 2022) su argomenti cosiddetti minori come la distribuzione delle calze della Befana ai bambini di Pompei. E’ toccato al consigliere comunale, Raffaele Marra, pervenuto in ritardo, a lanciare l’allarme “La politica è sparita da Pompeii”. Ha osservato brevemente la reazione alle sue parole ed è sparito anche lui, richiamato dai suoi impegni lavorativi che gli fanno trascurare quelli che gli derivano dal mandato politico facendolo frequentemente assentare dai consigli comunali. A giustificare il suo improvviso allontanamento è stato il collega di minoranza Alberto Robetti che ha ricordato all’esecutivo comunale i controlli dei lavori pubblici e la tutela dei consumatori. Ci riferiamo ai lavori alle fognature che vanno avanti senza controlli arrecando danni al patrimonio urbanistico. Altro argomento molto avvertito dagli utenti pompeiani riguarda l’addebito del costo di depurazione delle acque reflue sulle bollette della società Gori Spa che, secondo quando ha riferito Robetti, viene praticato a tutti senza escludere l’utenza che non è stata ancora allacciata alle fogne comunali. Il dibattito principale è partito dopo un’ora dalle battute iniziali ed ha riguardato, come era prevedibile, il progetto Hub registrando una serie di interventi in cui le parti contrapposte si sono dichiarate mosse dal medesimo interesse di modificare un’iniziativa del governo con sigillo Rfi. In estrema sintesi sia Carmine Lo Sapio (leader della maggioranza che governa Pompei) che Di Casola che ne guida l’opposizione convergono che sarebbe un errore chiudere al traffico automobilistico via Plinio destinato per trasformarlo in un viale pedonale di fruizione del paesaggio archeologico-vesuviano sul versante occidentale della Pompei Antica. Oggettivamente il percorso alternativo previsto penalizzerebbe un numero elevato di aziende ricettive e di servizi della Buffer Zone ed appare tortuoso e scarsamente funzionale al servizio di un traffico intenso diretto a sud dello Stivale su un percorso prima attraversato dalla Strada Regia delle Calabrie. Resta anche da valutare la portata del danno all’economia della Pompei moderna che si nutre del movimento turistico di quella Antica. Sulla base di queste considerazioni l’analisi del consigliere Di Casola sul comportamento dell’Amministrazione comunale di Pompei ha richiamato il flop (non sarebbe il primo) dovuto ad un intervento in conferenza di servizi intempestivo con la presentazione di un nuovo progetto commissionato per 40 mila euro ad uno studio internazionale di architetti (le scadenze fissate erano 16 settembre 2021 – termine di comunicazione osservazioni e 22 novembre 2021 – presentazione di proposte). L’esecutivo per intervento dell’assessora ai lavori pubblici ed urbanistica Raffaella De Martino ha contestato l’intempestività dell’intervento (asserita dall’opposizione). In ogni caso hanno concordato all’unanimità che in politica è sempre possibile rivedere i progetti oltre le scadenze e per questo concordare una convergenza strategica nell’interesse di Pompei su un progetto alternativo a quello Rfi e condiviso tra le forze politiche. Resta in piedi la questione di fondo di confrontarsi in sedi istituzionali per avviare un dibattito aperto alla città trasparente, condiviso ma soprattutto leale e costruttivo. Alla fine, alla luce dei precedenti dietrofront, Di Casola ha nel sostenere che prima di tutto viene la convocazione un tavolo programmatico a 360 gradi per la creazione di un asse politico su un progetto alternativo di Hub che non si limiti a contrastare i limiti di modifica alla decretazione esistente ma preveda anche la progettazione alternativa.