Pompei. Al Santuario organo con suono da cento animi sospesi

La cantoria del Santuario di Pompei dalle sculture e intaglio in oro zecchino viene sorretta da quattro colonne in marmo verde chiazzato di rosso e capitelli in marmo, sotto di essa si può ammirare il dipinto di santa Cecilia patrona della musica tra angeli musicanti. L’organo ecclettico sinfonico, istallato al posto di quello originario del 1890 è stato costruito nel 1949 dalla ditta Vincenzo Mascioni di Cuvio (Va). Si compone di 2 nuclei e tastiere con 61 tasti ciascuna ed una pedaliera con 32 pedali e 87 registri sonori, 6000 canne, 6 combinazioni aggiustabili e 5994 memorie preparabili. La trasmissione del suono avviene a mezzo di un sistema radiocodificato. E’ dotato inoltre di 2 elettroventilatori in grado di alzare 20 mantici regolatori della pressione d’aria necessaria. Nel 2005 l’organo restaurato è tornato come nuovo. Viene definito “Organo, un suono e cento animi sospesi” nel libro dedicato che glie è stato dedicato da Maria Rosaria Russo nell’edizione Massa. Il libroé stato presentato oggi, sabato 15 gennaio, nel Santuario con l’intervento, insieme all’autrice, dell’Arcivescovo Monsignor Tommaso Caputo; il compositore e pianista Luigi Bruno; il direttore del Coro pompeiano, don Francesco Di Fuccia in un incontro moderato da don Salvatore Sorrentino, Responsabile dell’Archivio Storico “Bartolo Longo” di Pompei.