Scafati. Puc e Giunta, Salvati gioca il jolly

“Mi aspetto di ritrovare una maggioranza compatta e convinta di continuare nell’interesse della città – ha spiegato – diversamente, se non ci saranno i numeri, torneremo al voto”

Cristoforo Salvati vaccini
Cristoforo Salvati vaccini

Rimodulazione della giunta alla luce del voto di sfiducia, e puc perequativo. Si al rimpasto dell’esecutivo, ma non a scatola chiusa. Necessario votare contro la sfiducia. E’ questa la linea decisa da Cristoforo Salvati, o meglio, la mediazione concordata con il suo partito, Fdi, per scongiurare il voto e nel contempo ritrovare l’equilibrio nella sua lacerata maggioranza. E’ lo stesso primo cittadino che lo anticipa alla stampa durante la conferenza da lui convocata ieri mattina per presentare la delibera di giunta con la quale si avviano i lavori per la stesura e successiva adozione del Puc. Sfiducia intesa come verifica di maggioranza. “Mi aspetto di ritrovare una maggioranza compatta e convinta di continuare nell’interesse della città – ha spiegato – diversamente, se non ci saranno i numeri, torneremo al voto”. Con lui presente anche l’architetto Lucido De Gregorio, responsabile dell’ufficio Urbanistica. “L’esecutivo ha dato il via libera alla manifestazione di interesse con la quale diamo la possibilità ai cittadini di partecipare direttamente alla stesura del Piano” le parole del sindaco. La partecipazione avverrà attraverso la presentazione di un modulo prestampato “perché in tempi di Covid non sono consentiti incontri pubblici” fa presente De Gregorio. La novità assoluta, è la perequazione del Puc, o meglio, creare le condizioni che promuovano benefici pubblici e altrettanti benefici privati, pur assicurando futuro congruo ai beni tutelati. Lo scopo del comune è di patrimonializzare. “Attraverso il rapporto convenzionale non ci sarà più contrapposizione tra il pubblico e privato, che cede all’ente parte delle aree da riqualificare. Gli interessi saranno condivisi – spiega De Gregorio – avremo così un rapporto trasparente, oggettivo e pubblico. Le intenzioni di chi vorrà investire saranno note a tutti fin dall’inizio, e non solo al consigliere o assessore di riferimento”. Chi vuole riconvertire, edificare, riqualificare dovrà, in osstanza, cedere al Comune una percentuale del volume interessato, così da i distribuire equamente, tra i proprietari interessati
dalla trasformazione prevista dal piano, diritti edificatori e obblighi nei confronti del comune. “Immaginiamo più aree destinate alla socializzazione, al verde – aggiunge Salvati – in una osmosi centro e periferia”. Il primo cittadino addirittura fissa una data, il 31 dicembre, entro il quale l’intero procedimento sarà concluso. Buone intenzioni probabilmente pronunciate in virtù di una probabile campagna elettorale alle porte, fatto sta che pur di velocizzare i tempi, è stato richiesto allo studio Fedora di Napoli una copia del vecchio Puc adottato (e poi decaduto) dall’amministrazione Aliberti. “Prenderemo quelle poche buone notizie che sono scritte dentro” puntualizza Salvati.

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Adriano Falanga