Scafati. Salvati sempre più solo. E’ aria di voto

Erano appena cinque i consiglieri presenti al vertice di maggioranza tenuto dal sindaco Cristoforo Salvati venerdi sera. Presente invece l’intera giunta comunale.

Scafati Maggioranza Salvati
Scafati Maggioranza Salvati

Erano appena cinque i consiglieri presenti al vertice di maggioranza tenuto dal sindaco Cristoforo Salvati venerdi sera. Presente invece l’intera giunta comunale. Una fotografia che palesa incontrovertibilmente il clima oramai di rassegnazione che regna tra le fila della coalizione che sostiene il primo cittadino, e lo scoramento dagli assessori. Il vertice è stato voluto affinché la maggioranza fosse edotta sull’esito dell’ultimo incontro che Salvati ha tenuto con i dissidenti. Un incontro veloce, tenutosi la sera prima della conferenza stampa in cui il primo cittadino ha deciso di giocare il jolly della rimodulazione di giunta, dopo però il voto sulla mozione di sfiducia fissato per il 14 febbraio. Un’apertura che potrebbe non bastare, considerato che Paolo Attianese, Anna Conte e Antonella Vaccaro hanno definitivamente chiuso ogni margine di trattativa, arrivando a dire, senza giri di parole, che sono disposti a votare sia la sfiducia che firmare le dimissioni dal notaio, e qualora la sfiducia non dovesse passare, non avrebbero votato il bilancio. Poche ore prima dell’incontro, secondo indiscrezioni, Conte e Attianese avrebbero incontrato, assieme al loro referente politico, l’imprenditore Corrado Scarlato, il consigliere regionale fedelissimo del Governatore Enzo De Luca, Franco Picarone. Una circostanza che del resto non lascia stupiti, considerato che i presenti hanno apertamente sostenuto il deluchiano all’ultima tornata elettorale, in uno con l’assessore Alfonso Di Massa, poi rientrato a pieno titolo in Fratelli D’Italia. Si lavora ad una coalizione di forze civiche, alternativa all’attuale amministrazione comunale. Chi c’è, c’è, chi non c’è, si ricandiderà con Salvati, il senso. Assume invece carattere di “promessa elettorale” la manifestazione di interesse, non vincolante, con la quale l’esecutivo ha avviato le procedure per la stesura del puc. Si raccolgono proposte, per un piano che sarà perequativo. “Questa visione urbanistica, applicata indiscriminatamente a tutta la città, rappresenta un rischio reale di sviluppo disordinato, cementificazione e speculazione edilizia – fa presente Michele Grimaldi – il livellamento dei diritti edificatori, slegato dalla formazione storica degli stessi, è una opportunità immensa di speculazione per i grandi potentati economici, che penalizza l’economia della città nel suo complesso e paradossalmente i piccoli proprietari”. Al consigliere di minoranza replica Mario Santocchio. “La perequazione urbanistica e l’esatto contrario della speculazione edilizia. Infatti la speculazione crea una forte discriminazione economica e sociale. Mentre la perequazione ha come obiettivo il riequilibrio economico in funzione dell’utilità sociale. Siamo distanti anni luce dal film le mani sulla città perché qui il privato devi cedere al Comune”.

Adriano Falanga