Lascia la Lega Laura Semplice. La notizia era nell’aria già da alcuni giorni e la decisione è stata presa a seguito del braccio di ferro in seno al partito per la riconferma di Serena Porpora in Giunta. La Semplice aveva chiesto di subentrarle nell’esecutivo che Cristoforo Salvati deve ancora rinominare, ma non ha trovato sostegno dal capogruppo Giovanni Bottone e dai vertici provinciali, che le hanno preferito la Porpora. Un lungo braccio di ferro nato a seguito dell’azzeramento voluto dal primo cittadino quale segnale di apertura verso il gruppo dei tre dissidenti, prima del voto alla mozione di sfiducia di lunedi scorso. Sono passati dieci giorni, Paolo Attianese e Antonella Vaccaro, astenendosi, hanno salvato la poltrona a Salvati, in cambio di una nell’esecutivo. Appianata una crisi, se n’era però aperta un’altra nel gruppo leghista che ha visto l’uscita della Semplice. L’avvocato ex Forza Italia ha già protocollato il suo passaggio, scegliendo di aderire alla civica Salvati Sindaco. Qui troverà Antonio Carotenuto, con il quale già da qualche mese ha stretto una serrata collaborazione. Entrambi infatti si erano apertamente schierati contro l’azzeramento della giunta, quale “compromesso” verso i dissidenti. Già in questa occasione si era registrata la diversità di vedute tra la Semplice e Bottone, che di contro sosteneva la linea di pacificazione delle “colombe”. L’arrivo in Salvati Sindaco apre adesso due scenari, uno che vede l’entrata in Giunta della Semplice a discapito dell’uscente Arcangelo Sicignano, oppure l’altro, più probabile, che vede la riconferma dell’ingegnere Fiat sostenuto sia da Carotenuto che dalla new entry. In quota Lega resta quindi confermato il nome di Serena Porpora, anche se nella maggioranza più di uno ha messo in discussione la sua delega di vicesindaco. Deciderà Salvati, che pure trova difficoltà nello sciogliere le riserve sul nuovo esecutivo post sfiducia. C’è infatti tensione nel suo stesso partito, Fratelli D’Italia, che chiede una rappresentanza di ben tre assessori, forte dei suoi sei consiglieri comunali. Alfonso Di Massa, Nunzia Di Lallo e la new entry Camillo Auricchio i candidati. Se il primo cittadino volesse accontentare tutti e tre, a traballare potrebbe essere la poltrona di Arcangelo Sicignano, in alternativa, uno tra Auricchio e Di Lallo dovrà restarne fuori. Le colombe Mario Santocchio e Luca Maranca spingono per Auricchio, mentre la Di Lallo, fedelissima del sindaco da lungo corso, gode del sostegno del portavoce e assessore dimissionario, Alessandro Arpaia. Più tranquilla la posizione di Daniela Ugliano e Raffaele Sicignano. Appare scontato l’addio di Pasquale Vitiello, che dovrebbe essere sostituito da un nome terzo espressione di Paolo Attianese.
Adriano Falanga
























