Pompei. Un libro sui ritrovamenti all’insula occidentalis

L’impresa legata al cantiere di scavi, studi, restauri e valorizzazione degli eccezionali ritrovamenti di reperti dell’insula occidentalis nel Parco Archeologico di Pompei sarà presentato in un libro mercoledì 9 marzo nel centro congressi federiciano di via Partenope a Napoli. Sarà presentato il volume “Pompei. Insula occidentalis. Conoscenza, scavo, restauro e valorizzazione a cura di Giovanna Greco, Massimo Osanna e Renata Picone, edito dall’Erma di Bretschneider, Roma.
Il libro, di oltre 700 pagine, raccoglie gli esiti di una ricerca interdisciplinare condotta sull’area
extraurbana della città antica di Pompei da cinquantaquattro tra funzionari del Parco archeologico, docenti e giovani studiosi di cinque Dipartimenti dell’Ateneo fridericiano di Napoli; quelli di Architettura, di Strutture per l’ingegneria e l’architettura, di Scienze umanistiche, di Scienze della terra e di Agraria. Dopo i saluti di rito il volume verrà presentato da Alfonsina
Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo, e da Paolo Giordano, ordinario di Restauro architettonico dell’Università Vanvitelli. Seguiranno le conclusioni di Gabriel Zuchtrieghel, direttore del Parco archeologico di Pompei, e le i repliche dei curatori e degli autori.La ricerca è stata condotta all’interno della cornice istituzionale dell’Accordo quadro siglato tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Parco Archeologico di Pompei,
per lo svolgimento di attività di ricerche e didattica finalizzata alla valorizzazione, fruizione e divulgazione del sito di Pompei,Nel 2015 un accordo ha favorito il ritorno dell’Ateneo federiciano sul sito di Pompei e che ha visto i curatori del volume coinvolti in un’attività multidisciplinare sulla conoscenza, messa in sicurezza, paleobotanica, archeologia e geofisica, nonché al restauro, alla conservazione e al miglioramento della fruizione dell’Insula Occidentalis di Pompei,alla scala urbana e architettonica. Lo sguardo intrecciato dei diversi saperi ha consentito di guardare al sito archeologico sotto diverse angolazioni con avanzamento del quadro conoscitivo sull’area del Suburbio occidentale pompeiano. L’Insula Occidentalis di Pompei é diventata un’area strategica per il miglioramento dell’accessibilità e della fruizione al sito archeologico con alcuni dei principali ingressi attuali alla città antica e formando la principale interfaccia tra l’area archeologica e la città la Buffer zone perimetrata dall’UNESCO della città contemporanea.