Pompei. Dramma familiare di usura e violenza

Pompei. Stanmattina la magistratura oplontina ha reso operativi 2 provvedimenti di arresto nei confronti di madre e figlio

Polzia
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Pompei. Dramma familiare di usura e violenza

Stamattina la magistratura oplontina ha reso operativi 2 provvedimenti di arresto nei confronti di madre e figlio dovuti ad una lunga serie di reati insorti per motivi di usura. A farla breve i due, di origine stabiese, avevano prestato denaro a usura al fidanzato della figlia ed evidentemente la mancata riscossione della restante parte dei 1000 euro, originariamente prestata (maggiorata degli interessi del 120%) ha fatto scattare un’aggressione violenta di madre e figlio nei confronti del rispettivo genero e cognato. La prima aveva utilizzato la sua Smart come carro armato e il secondo si era armato a dovere di una mazza di baseball ma l’attacco era andato a vuoto perché la vittima dell’aggressione li aveva messi entrami in fuga.

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La vendetta

Non è finita. Nel secondo tempo il cognato della vittima ha cercato di rifarsi sul fratello, capitato, non si sa come, sulla scena dell’aggressione originaria. Il cognato di suo fratello gli ha sparato contro alcuni colpi di pistola ma neanche questa seconda aggressione è andata a segno perché l’uomo – bersaglio si è riparato tempestivamente dietro un’automobile. Alla fine i due (madre e figlio delinquenti patentati) sono stati messi rispettivamente agli arresti domiciliari e in carcere dalla Polizia di stato di Pompei che ha svolto le indagini avviate il 12 dicembre 2021 in via Casone a Pompei (in seguito a spari di arma da fuoco) e coordinate dal tribunale di Torre Annunziata. Prove nei loro confronti ce ne sono a dismisura: un assegno a vuoto rilasciato a garanzia (si fa per dire) dalla cosiddetta vittima (la cui fidanzata non si capisce che ruolo abbia avuto nella vicenda). Inoltre sono stati trovati i bossoli dei proiettili sparati a vuoto dal delinquente – figlio contro il cognato e conficcati nella carrozzeria di un’automobile che ha fatto da scudo. Per concludere non sono mancate neanche questa volta le riprese della videosorveglianza privata che hanno girato un film senza regista. Un film verista di una vicenda tipica della nostra provincia criminale.