“Scafati Contro la Guerra”. I volontari del territorio riuniti per l’accoglienza.

Azioni condivise e un documento da presentare all’amministrazione per offrire un’accoglienza importante alla comunità ucraina che vive il conflitto e a tutte le comunità che fuggono dalle guerre.
Questo il prodotto della prima assemblea della rete di associazioni scafatesi riunitesi Domenica 8 Aprile all’interno del Cineteatro della parrocchia della Chiesa di San Pietro Apostolo. Promosso dal circolo Arci Cortocircuito e Anpi, l’incontro ha visto la presenza anche del parroco della Chiesa di San Pietro Don Luca Tufano, del gruppo scout AGESCI Scafati 3, di rappresentanti dei circoli didattici della città, dell’Unione Degli Studenti ma soprattutto della comunità ucraina. Al centro il tema dell’accoglienza scoppiato dall’inizio del conflitto comandato dal presidente russo Vladimir Putin, con le varie parti sociali che si sono confrontate sull’ospitalità tutt’ora messa in atto, trovandone eventuali criticità o punti di rilancio.
Benessere psicologico e mediazione linguistica sono i punti fondamentali sui quali ripartiranno le associazioni, che sono pronti ad agire su un doppio livello. Da un lato aumentare momenti di aggregazioni nei vari spazi della città grazie all’azione dei tanti volontari e della comunità ucraina, dall’altro presentare una serie di proposte all’amministrazione comunale per far sì che le istituzioni possano essere strumento fondamentale per l’accoglienza.

“Nell’assemblea sono stati prodotti i punti chiave sui quali costruiremo il nostro documento di proposte al Comune di Scafati, che speriamo abbia voglia veramente di iniziare circuiti virtuosi di accoglienza come in altri comuni della Regione. Attraverso la società speciale “Comunità Sensibile” si possono reperire fondi direttamente dal Governo Centrale per aumentare l’organico di mediatori e operatori specializzati.” Spiega Lorenzo Coppa, presidente Arci Cortocircuito, che specifica:” C’è bisogno evidente anche di attivare sportelli legali per le varie situazioni burocratiche che si vengono a creare e che colpiscono soprattutto i minori non accompagnati. Le associazioni oltre il documento si aggiorneranno sulla costruzione di momenti condivisi, partendo da un censimento sul territorio delle famiglie ospitate.”

Alfonso Romano

Alfonso Romano, 23 anni, di Scafati ma anche di Roma e Cava de' Tirreni, corrispondente de "La Città" e socio del circolo Arci Cortocircuito. A lavoro e alla lotta!