Scafati. 123 i “green pass” falsi sequestrati. L’indagine

Scafati. Sono 123 i “green pass” sequestrati risultati falsi, che sarebbero stati ottenuti dopo l’intrusione nel sistema informativo della Regione Campania

Scafati Polo Vaccinale Scarlato
Scafati Polo Vaccinale Scarlato

Scafati. 123 i “green pass” falsi sequestrati. L’indagine

Sono 123 i “green pass” sequestrati risultati falsi, che sarebbero stati ottenuti dopo l’intrusione nel sistema informativo della Regione Campania per la produzione della certificazione verde dell’Unione Europea. L’inchiesta è stata avviata dalla procura di Nocera Inferiore lo scorso settembre, dopo la segnalazione della responsabile del centro vaccinale dell’ospedale “Scarlato” di Scafati alle forze dell’ordine e alla Procura della presenza nella piattaforma gestita da Soresa di certificati vaccinali di persone che non si erano affatto sottoposte al siero e, in particolare, al termine delle giornate di somministrazioni, risultavano più dosi in giacenza a fronte di quelle somministrate secondo i dati della piattaforma regionale. Su delega della Procura di Salerno, la polizia postale del capoluogo e quella di Napoli hanno eseguito i sequestri delle certificazioni di 123 persone risultati falsi.

L’inchiesta

L’inchiesta si estese anche agli altri centri vaccinali dell’Agro che portò ad altre denunce, presentate dai responsabili di altre strutture per la somministrazione anti COVID negli ambulatori dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, del distretto sanitario di via Ricco, di Sarno, di Fisciano e nella Valle dell’Irno.

Il sequestro

Oltre 50 “green pass” vennero sequestrati in seguito all’indagine interna avviata dall’ASL che, anche grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine, scoprì l’introduzione nel sistema di ignoti che si erano appropriati delle credenziali utili per accedere alla piattaforma Soresa e compilare i falsi attestati di vaccinazione. L’Azienda sanitaria per tutela decise di cambiare metodo dell’autenticazione degli addetti dei centri vaccinali con il frequente cambio giornaliero delle password di accesso al sistema. Gli atti dell’indagine della Procura di Nocera ora sono stati trasmessi ai colleghi di Salerno. Lo scrive “La Città”.