Scafati. Di nuovo in bilico la poltrona di Santocchio

Il gruppo “Noi per Scafati”, costituito da Laura Semplice e Antonio Carotenuto, ha rivendicato una staffetta tra l’attuale Presidente Mario Santocchio e la Semplice

Mario Santocchio mirino
Mario Santocchio mirino

Sarebbe la Presidenza del consiglio comunale il “prezzo” per venire fuori dalla nuova crisi nata in seno alla maggioranza. Il gruppo “Noi per Scafati”, costituito da Laura Semplice e Antonio Carotenuto, hanno rivendicato una staffetta tra l’attuale Presidente Mario Santocchio e la Semplice. I due, nel corso dell’ultima rimodulazione della giunta post mozione di sfiducia, avevano già provato la scalata, non riuscita, al vice sindacato. Di contro, entrambi avevano ricevuto la delega da consigliere alla Protezione Civile per Carotenuto e un posto nell’Ente Idrico Campano per la Semplice. Evidentemente non è bastato, perché con l’entrata in giunta di Gennaro Avagnano, i due, per contestare tale decisione di Cristoforo Salvati, avevano rimesso la delega per il primo e la presidenza della commissione politiche sociali la seconda. Non c’è pace quindi per Mario Santocchio, già sfiduciato il 31 dicembre 2021, e successivamente rieletto sei mesi dopo. All’epoca a tentare la scalata furono i cinque dissidenti Antonella Vaccaro, Paolo Attianese, Teresa Cirillo, Domenico Acunzo e Anna Conte. Finì con il solito rimpasto che portò in giunta Daniela Ugliano e Pasquale Vitiello, e il ridimensionamento dei dissidenti a soli due consiglieri. Gli stessi, Attianese e Vaccaro, che hanno salvato Salvati dalla mozione di sfiducia ottenendo in giunta posti per Raffaele Sicignano e Gennaro Avagnano. Due dissidenti per due assessori, al contrario di Carotenuto e Semplice, che di contro non hanno nessuna espressione nell’esecutivo. Il clima resta teso in maggioranza, lo si percepisce già dalle commissioni consiliari, con una Laura Semplice molto contestatrice, soprattutto all’indirizzo delle valutazioni dell’architetto Lucido De Gregorio, responsabile dell’ufficio Tecnico, relativamente ad alcuni punti in imminente approvazione in consiglio comunale. Una seduta che dovrebbe tenersi il prossimo 3 maggio, e dal quale si potrà evincere il livello di dissenso dei due pretendenti allo scranno più alto dell’Assise. Volano invece basso, per il momento, i due dissidenti originali, seppur sembra che sul tavolo degli accordi abbiano messo anche una revisione dell’organigramma della macchina comunale. Non tutti i responsabili di settore voluti dal primo cittadino sono graditi, ed anche questo fattore potrebbe incidere sul voto al Bilancio, che seppur in ritardo sulla tabella di marcia, arriverà in Consiglio (si spera) per fine maggio. “Tutte le discussioni devono essere affrontate dopo il bilancio per dare spazio alle assunzioni e nel frattempo velocizzare la esternalizzazione dei tributi e la pubblicazione del bando di vendita delle farmacie. Queste le priorità da affrontare nell’immediato serrando i ranghi”, è il monito del sindaco. Nel dicembre scorso Salvati si era battuto fino all’ultimo voto pur di salvare la poltrona all’amico Santocchio, oggi però non sembra essere nuovamente così fermamente convinto.
Adriano Falanga

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