Scafati. Le tre spine nel fianco di Salvati: bilancio, personale e Presidenza del consiglio

Sono tre le spine nel fianco che il sindaco Cristoforo Salvati deve togliersi, per arrivare “sano e salvo” al voto di bilancio.

Cristoforo Salvati
Cristoforo Salvati

Sono tre le spine nel fianco che il sindaco Cristoforo Salvati deve togliersi, per arrivare “sano e salvo” al voto di bilancio. In forte ritardo per la sua approvazione, Palazzo Mayer è stato già diffidato dal Prefetto di Salerno Francesco Russo a provvedere entro fine mese in consiglio comunale, pena l’avvio delle procedure per lo scioglimento. Potrebbe arrivare però dal Governo una ulteriore proroga di 30 giorni, fermo restando che la mancata approvazione comporta il blocco delle assunzioni e la spesa vincolata. Il ritardo intanto lascia al primo cittadino i margini per risolvere le ultime questioni nate all’interno della sua maggioranza. Si parte dalla questione Presidenza Del Consiglio, chiesta dal gruppo Noi per Scafati composto da Laura Semplice e Antonio Carotenuto. I due hanno ribadito a Salvati di volere le dimissioni di Mario Santocchio per una staffetta con la Semplice, o anche Carotenuto. Impossibile per loro ripianare su un assessorato, considerato che lo scorrimento di lista porterebbe in Assise persone non a loro vicine, fatto salvo un nome esterno, così come hanno ottenuto i dissidenti Antonella Vaccaro e Paolo Attianese, portando nell’esecutivo Gennaro Avagnano. Dal canto suo Salvati ha preso tempo, ha chiesto ai suoi consiglieri malpancisti di desistere, rimandando ogni discussione dopo il voto di bilancio. Non è però escluso che i due potrebbero votare il Rendiconto e successivamente dichiararsi indipendenti, o passare all’opposizione, facendo venire meno i voti necessari per una maggioranza consiliare che possa arrivare fino a fine consiliatura. Fibrillazioni nella coalizione anche per la definizione del piano per il fabbisogno del personale. Poco meno di trenta assunzioni previste, tra cui quattro staffisti e tre nuovi vigili urbani. Il sindaco non trova l’unità della sua squadra, su tutte le posizioni dei due dissidenti che chiedono più tecnici per la macchina comunale, rispetto ai caschi bianchi. Fa ancora discutere la stoccata lanciata dall’assessore Avagnano all’indirizzo di alcuni responsabili di settore, di non rispettare le indicazioni della parte politiche. “Sono state critiche ingenerose e inopportune – replica dalla minoranza Michele Russo – Se qualcosa non va si attuano le procedure del caso e non si sputano sentenze sui social. Dispiace, inoltre, che la questione sia passata sotto silenzio e non vi sia stata una chiara presa di distanza da parte degli altri Amministratori comunali. Gli assessori e i consiglieri di maggioranza avrebbero dovuto avere parole di chiarezza sulla vicenda ma non lo hanno fatto, quindi confermando le accuse di Avagnano”. Ad ogni modo una fotografia sulla tenuta della maggioranza si avrà il prossimo 17 maggio, quando si terrà il prossimo consiglio comunale. Senza Bilancio.
Adriano Falanga

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