Pompei. Cambiamenti climatici e manutenzione nel Parco archeologico

I social del Parco Archeologico di Pompei commentano in questi giorni l’iniziativa di visita, riservata ai possessori della My Pompeii card, che consente di partecipare “da spettatori” all’attività di restauro e messa in sicurezza delle domus private e dei luoghi pubblici di Pompei, grazie al racconto di archeologi, architetti, restauratori e ingegneri impegnati sul campo e la visione delle operazioni di restauro che consentiranno di riaprire siti di eccezionale pregio e raffinatezza. Gli ultimi interventi descritti sui social riguardano gli interventi nella Casa dei Vettii. “sono in corso interventi di ripristino delle coperture del peristilio e di restauro delle pitture dei vari ambienti. – e si prosegue – Si tratta di un restauro tanto atteso che consentirà di restituire alla fruizione del pubblico una tra le più raffinate dimore di Pompei”. Si apprende poi che è stato possibile (ai visitatori autorizzati) di entrare durante i lavori nella Casa dei Dioscuri, una tra le più sontuose e vaste dimore dell’ultimo periodo di Pompei. Anch’essa oggetto di un intervento che ha previsto “nuove coperture delle strutture archeologiche”. Ora alla luce degli annunci di ”Cambiamenti straordinari nel corso degli anni” fatti dal presidente della Commissione Istruzione e Cultura del Senato, Riccardo Nencini, che ha guidato la delegazione nella recente visita al Parco archeologico di Pompei, finalizzata alla conoscenza di misure ed interventi per fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici sui beni archeologici di Pompei, sarebbe interessante sapere se (e/o quali) istruzioni sono state date, in base alla nuova cultura della manutenzione necessaria sulla base di prevedibili cambiamenti climatici alle ditte che hanno appaltato i lavori della Casa dei Vettii e della Casa dei Dioscuri. Inoltre sarebbe interessante saper5e quali istruzioni saranno inserite nei nuovi capitolati d’appalto per la manutenzione che sarà commissionata dal Parco Archeologico di Pompei in una nuova ottica di prevenzione. Abbiamo sull’argomento inviato un quesito all’Ufficio competente del Parco Archeologico di Pompei e speriamo quanto prima di tornare sull’argomento entrando nel merito dei provvedimenti che formeranno lo scenario delle iniziative future.

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