Scafati. Area Pip, gli espropriati diffidano il Comune dal cominciare i lavori

“Il Tar è stato chiaro – spiega l’avvocato Paolo Santacroce – il Comune di Scafati non poteva riadottare il precedente Pip, scaduto e quindi annullato”.

Scafati Area PIP
Scafati Area PIP

Palazzo Mayer diffidato dall’eseguire i lavori per le opere di urbanizzazione del Pip. Sette milioni di euro di fondi già appaltati, che potrebbero ridare linfa e vitalità ad un progetto da anni arenato e “pesante” complessivamente oltre 20 milioni di euro di debiti sulle casse comunali. “Il Tar è stato chiaro, si è espresso in più sentenze, e altre ancora ne verranno – spiega l’avvocato Paolo Santacroce – il Comune di Scafati non poteva riadottare il precedente Pip, scaduto e quindi annullato”. Il legale difende gli interessi di decine di proprietari terrieri espropriati e mai pagati, che hanno fatto istanza di retrocessione dei loro terreni. “Il Tar Campania Salerno – scrive nella missiva trasmessa al Comune di Scafati -ha provveduto a dichiarare la retrocessione del fondo in favore dei ricorrenti, condannando il Comune di Scafati ad eseguire la predetta retrocessione del fondo”. Il tribunale amministrativo ha ribadito l’irregolarità nelle procedure adottate dall’ente scafatese che ha riadottato un nuovo Pip sulle ceneri del precedente, scaduto dopo dieci anni di inattività. “Invero, per il progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione è decaduto il vincolo preordinato all’esproprio della variante e l’area di interesse è diventata zona bianca, sicchè il PIP, le cui opere di urbanizzazione sono così modulate, è certamente in evidente contrasto con il P.R.G” è quanto si legge nella recente sentenza. Da qui la diffida di Santacroce. “Appare evidente che ogni attività posta in esecuzione della delibera di approvazione del nuovo PIP è palesemente illegittima in quanto carente di qualsivoglia atto presupposto – scrive ancora Santacroce – Considerato che sono in procinto di essere discussi altri ricorsi innanzi al TAR Campania Salerno aventi il medesimo oggetto, affinché non venga compromesso il buon diritto dei ricorrenti e volendo scongiurare ai responsabili del Comune di Scafati ovvero all’esecutore dell’appalto la commissione di un reato penale si diffida a sospendere ogni attività posta ovvero da porre in esecuzione l’appalto che è stato aggiudicato definitivamente dalla società Tecnob s.r.l. con sede nel Comune di Casapesenna”. “Abbiamo dato incarico allo studio Orefice per difendere le ragioni dell’ente e soprattutto per mettere al riparo l’attuazione del Pip di Via Sant’Antonio Abate che è e resta una priorità per il Comune di Scafati – replica Gennaro Avagnano, assessore al contenzioso – gli imprenditori possono stare tranquilli, per troppi anni la questione Pip è stata trascurata e mai affrontata seriamente. Da assessore all’avvocatura il mio impegno è quello di mettere in campo ogni risorsa affinché i finanziamenti in essere non vengano persi. L’interesse pubblico per l’attuazione del primo stralcio delle opere di urbanizzazione assumono un aspetto prioritario”.
Adriano Falanga

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