Pompei. I civici criticano le spese per l’Eevento Franceschini

Pompei. In un manifesto sottoscritto da quattro formazioni civiche le critiche contro banchetto e festeggiamenti per onorare il ministro

Pompei. Il 29 marzo anniversario della città

Pompei. Quattro formazioni civiche criticano le spese per l’Evento Franceschini

“L’iniziativa della consegna delle chiavi della città al ministro Franceschini?” E’ costata 70 mila euro alle casse del Comune di Pompei” E’ questo. In sintesi, il messaggio contenuto di un manifesto sottoscritto da quattro formazioni civiche contro banchetto e festeggiamenti (durati solo un’ora) per onorare il ministro della cultura italiano che con la direzione politica delle iniziative che hanno rilanciato gli Scavi di Pompei avrebbe beneficiato tutta l’economia del territorio. A ben vedere le formazioni civiche (Pompei nel Futuro, I Pompeiani, Rinascimento Pompeiano e Smart Pompei) che criticano l’iniziativa festaiola organizzata dall’amministrazione di Pompei sono le stesse che hanno criticato la pochezza dei finanziamenti riconosciuti alla città del Santuario e degli Scavi archeologici dal il contratto istituzionale di sviluppo che come ha commentato Di Casola ha relegato Pompei nel ruolo della “Cenerentola” tra le amministrazioni vesuviane convenute all’iniziativa.

Le critiche

“Abbiamo assistito ad una vera e propria autocelebrazione del sindaco Lo Sapio che, insieme ai consiglieri di maggioranza e di opposizione, ha trascorso la maggior parte del tempo a pavoneggiarsi senza però – come è suo solito – concludere nulla”. Viene Testualmente denunciato nel manifesto dove si constata anche che per i pompeiani la qualità della vita è ridotta ai minimi termini mentre le strade del centro sono diventate un cantiere abusivo e sarebbero a zero le prospettive lavorative per i giovani mentre continui episodi di criminalità sarebbero diffusi su tutto il territorio di Pompei. Un quadro nero della situazione che punta ad orientare la delusione dei pompeiani (o almeno di quella parte di essi che si sente discriminata) contro la maggioranza politica che governa Pompei allo scopo di portare al fallimento l’amministrazione comunale in carica ed ottenere la convocazione delle elezioni anticipate. Lo stesso film che è stato replicato ininterrottamente (e senza risultati apprezzabili) nell’ultimo ventennio, solo che questa volta “il regista” siede comodamente in poltrona sull’altra sponda della barricata.