Sarno. Beni confiscati restituiti alla comunità cittadina

Sarno è tra le città con il più alto numero di confische, soprattutto terreni. Sono proprietà tolte ai clan e restituite alla comunità

Sarno Comune
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Sarno. Beni confiscati restituiti alla comunità cittadina

La vittoria sulla criminalità organizzata è forte anche nell’attività della confisca dei beni. I beni sequestrati e confiscati alla camorra e restituirti alla comunità sono un patrimonio e, in tutta la provincia, parliamo di ville, terreni, garage, aziende. Sarno è tra le città con il più alto numero di confische, soprattutto terreni. Sono proprietà tolte ai clan e restituite alla comunità. Il Comune da tempo ha avviato progetti con finalità sociali. Il vecchio casolare del boss Galasso, in via Ingegno, è pronto a diventare laboratorio e museo, punto di riferimento per le scuole; una proprietà di via Sarno Palma, sarà sede del dipartimento di salute mentale.

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Viscardi illustra i progetti

A spiegare i progetti è l’assessore alla legalità, Eutilia Viscardi. «Nel Comune di Sarno ci sono diversi beni sottratti a famiglie criminali come i Galasso. Grazie all’apporto degli uffici, si è cercato di rendere tutto trasparente, sul sito del Comune di Sarno, è possibile rinvenire l’elenco di tutti i beni confiscati ed il monitoraggio sugli affidamenti. I progetti in corso riguardano la struttura del Melvin Jones, che si trova in via Sarno – Palma e che è stata concessa in comodato gratuito all’Asl da destinare a centro di salute mentale, diurno di riabilitazione e Dh territoriale psichiatrico della Uosm 3. Il Comune di Sarno ha ottenuto un finanziamento per un intervento di riuso e rifunzionalizzazione della masseria di via Ingegno confiscata alla criminalità organizzata da utilizzare ai fini di laboratorio agroalimentare per lo studio e la promozione delle eccellenze del territorio; stiamo facendo una corsa contro il tempo per il completamento. C’è poi il progetto del Ministero dell’Interno e della Regione Campania che installerà il Centro Unico Emergenza nella palazzina che ospita gli uffici regionali, già sede della ex Arcadis, sempre su terreni confiscati alla camorra. Dovrebbero entrare nel patrimonio comunale altri beni confiscati alla criminalità».

Rossella Liguori