Scafati. Muore d’infarto ma diventa vittima COVID

Scafati. Muore per un infarto, ma viene registrato come vittima del Covid. Brutta disavventura per una famiglia scafatese

Nocera Inferiore. Ospedale, CUP in affanno è protesta
Nocera Inferiore ospedale Umberto I Ambulanza

Scafati. Muore d’infarto ma diventa vittima COVID

Muore per un infarto, ma viene registrato come vittima del Covid. Brutta disavventura per una famiglia scafatese presso l’ospedale Umberto I° di Nocera Inferiore, che si è vista applicare il protocollo per i decessi da Covid, per l’anziano congiunto Francesco Mascolo, di 89 anni, non potendo quindi dargli un dignitoso saluto e regolare funzione religiosa. “Mio nonno è finito in un sacco subito dopo la sua morte, ci avevano detto che il tampone era positivo”, ricorda il nipote Francesco. E’ la sera del 15 maggio quando l’anziano, da alcuni mesi allettato e debilitato, avverte un malore. Allertati i soccorsi, una volta sul posto i sanitari del 118 si ritrovano davanti ad un presunto caso di infarto in corso.

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Codice rosso

Mascolo sarà trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore in codice rosso. Le sue condizioni sono disperate, l’anziano sarà sottoposto a manovre di rianimazione, ma a mezz’ora dal suo arrivo nella struttura sarà dichiarato morto per arresto cardiorespiratorio. Nel frattempo, arriva l’esito del test antigenico rapido effettuato al suo arrivo: positivo al Covid. All’uomo, si scoprirà poi, viene effettuato anche il tampone molecolare, ma l’esito, come da referto poi ritirato dai familiari, arriverà soltanto nel primo pomeriggio del giorno successivo. “Ci diranno poi che anche questo tampone risulterà positivo, e nel frattempo avevamo già portato nonno al cimitero, senza vederlo e senza potergli dare un ultimo saluto”. Impossibile anche svolgere i regolari funerali, la salma sigillata sarà benedetta e inumata al cimitero cittadino.

I dubbi dei familiari

Qualcosa però fin da subito non convince i familiari, come poteva l’uomo, allettato e non autosufficiente, aver contratto il Covid avendo contatti soltanto con la famiglia, tutti risultati poi essere negativi al tampone? Sarà il nipote Francesco a verificare, con l’ausilio del medico di famiglia, che sulla piattaforma regionale Sinfonia il test rapido (risultato essere positivo) non era presente, mentre lo era il molecolare effettuato in laboratorio, il cui esito era invece negativo. E tale negatività sarà refertata anche al pronto soccorso, come è stato poi accertato dai familiari.

Una inspiegabile fretta

“Hanno avuto una fretta di liberarsi del nonno come decesso da Covid, fidandosi del solo test rapido nonostante all’ingresso in pronto soccorso fosse stato disposto anche il tampone molecolare, che notoriamente richiede un’attesa maggiore per il risultato” sottolinea ancora il nipote. La famiglia è sconvolta, è vero che le condizioni del povero 89enne erano disperate, e che comunque la sua morte era inevitabile, ma “almeno potevamo dargli l’ultimo saluto a casa sua, e accompagnarlo dignitosamente al cimitero dopo la funzione religiosa, invece tutto questo ci è stato negato. Ancora oggi non riusciamo a trovare una spiegazione. Nonno non aveva il Covid, perché non aspettare il molecolare?”.

Adriano Falanga