Scafati. Un vertice di maggioranza, senza maggioranza. Nervi tesi a palazzo Mayer

Una riunione di maggioranza senza la maggioranza, conseguenza di un Consiglio Comunale senza consiglieri. E’ “alto” il “senso di responsabilità istituzionale” di una fetta di consiglieri

Scafati maggioranza crisi
Scafati maggioranza crisi

Una riunione di maggioranza senza la maggioranza, conseguenza di un Consiglio Comunale senza consiglieri. E’ “alto” il “senso di responsabilità istituzionale” di una fetta di consiglieri di maggioranza che grazie alle loro assenze hanno comportato l’annullamento di una seduta consiliare dove si votava il Rendiconto 2021 e le tariffe con il nuovo regolamento Tari. Al vertice di maggioranza convocato ieri mattina dal sindaco Cristoforo Salvati per fare chiarezza sulla figuraccia istituzionale di martedi, erano presenti comunque più assessori che consiglieri. E a mancare, tra gli altri, erano nuovamente anche Laura Semplice e Antonio Carotenuto, con Teresa Cirillo finti sotto accusa perché assenti “ingiustificati”. Sembra però che gli assenti (o eventualmente ritardatari) non abbiano considerato la possibilità di contribuire a far venir meno il numero legale. “Saremmo venuti a seduta in corso, così da non far mancare i numeri per approvare tariffe e bilancio” si sono giustificati con il primo cittadino, alla fine però sono mancati addirittura i numeri per poter tenere il Consiglio. Superficialità o strategia, fatto sta che i “sempre presenti” hanno espresso le loro rimostranze ieri mattina. “Serve responsabilità e spirito di sacrificio, siamo stati eletti consiglieri. Chi ha altri impegni deve trarne le conclusioni” le accuse. “Non ho chiesto nessun assessorato, non sono mancata per questo – si è giustificata Teresa Cirillo – ho semplicemente avuto un diverbio telefonico con il capogruppo Luca Maranca prima di entrare in aula. Passata l’ira sarei entrata, non mi aspettavo che sarebbero mancati anche altri. Confermo la mia fiducia al Sindaco”. Insomma, sarebbe stata una casualità, ma in conferenza stampa a rimarcare le sue ambizioni assessoriali è stato proprio Maranca, e il sindaco non ha smentito, anzi, ha puntualizzato che “la Giunta è questa e non si cambia”. La Cirillo, eletta in Insieme Possiamo e passata a Fdi non appena subentrata a Pasquale Vitiello, anche ieri ha ribadito di non voler togliere la poltrona a nessuno: “Avevo solo dato la mia disponibilità”. Fatto sta che lo scontro con Maranca è comunque proseguito. Resta in piedi il dissenso di Semplice e Carotenuto. I due non prendono parte da tempo alle riunioni di maggioranza, hanno però garantito il voto al Bilancio, quanto al resto, pare evidente che senza le dimissioni di Mario Santocchio da Presidente del Consiglio, come da loro chiesto, i due resteranno border line. E c’è anche chi al primo cittadino ha chiesto le dimissioni. “Lo farò solo quando non avrò i numeri, e saranno irrevocabili – ribatte Salvati – la politica è confronto e mediazione”. Ma anche costanza, presenza e responsabilità.
Adriano Falanga

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