Pompei. Sempre più probabile la riconfigurazione del progetto EAV

Pompei dall'alto
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Il dibattito di ieri in sede comunale, avviato sulla base di un’interrogazione del consigliere Domenico Di Casola, ha messo in evidenza che a questo punto sarebbe il caso di riconfigurare su basi diverse il progetto EAV di riconfigurazione urbanistica del settore occidentale del centro di  Pompei dal momento che, a parte il problema dei sottopassi, è oggettivamente in ritardo la sua esecuzione e pertanto (data la lievitazione dei costi energetici e delle materie prime) soggetto ad una revisione,  con aumento minimo del 20%. Dalle stesse interrogazioni di minoranza si evince che probabilmente mancano controlli di natura archeologica ed idrogeologica in un’area notoriamente soggetta a problematiche in materia. Sarebbe necessario inoltre dopo gli eventuali “rattoppi” al progetto tornare in sede di consiglio comunale una (e forse due volte) per ratificare il definitivo e/o votare su eventuali varianti a quello provvisorio. Troppa carne a cuocere con sindaco ed amministrazione che rischiano di perdere credibilità come è già successo col progetto hub. Nello specifico a parte i nervosismi di facciata e/o di mestiere delle due componenti politiche lo stato dell’arte mette in evidenza un di Casola garantista e trattativista, convinto che solo col rispetto delle regole si può assicurare trasparenza all’operato amministrativo nei lavori pubblici. “Anche a via Lepanto i nostri interventi hanno finito per migliorare le cose”. Ha spiegato Di Casola, accusato dalla controparte di praticare la politica dei 2 forni (da una parte cercherebbe compromessi e soluzioni in aula mentre si comporterebbe da “cecchino” sui social sparando a raffica sull’avversari insulti da querela). Nella sostanza mentre Di Casola preferirebbe il massimo rispetto di procedure e capitoli di legge Lo Sapio e La Marca preferiscono un approccio pragmatico alla materia con l’affrontare i problemi quanto nascono. Il giro è tortuoso ma la logica di fondo è sempre quella delle vie brevi. E’ su questa baseì che sono state verificate (con un sopraluogo) le ampiezze (presenti  e prospettiche) di Via Fucci e via Crapolla quando sono pervenute al Comune le proteste vibranti (e parentali) di proprietari di immobili che temevano di essere penalizzati oltre misura dagli espropri e minacciavano ricorsi al TAR a tutela dei rispettivi interessi. Bisognerebbe trovare, nell’interesse generale, concordare una terza via in cui al senso pratico si abbini il rispetto delle regole. Facile a dirsi ma, a quanto pare, difficile da imboccare.