Pompei. Condoni edilizi la minoranza politica ne condivide la ripresa

Pompei. Il giallo del muretto in Via Moregine

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Conncetivia voucher 2,5

“Nulla contro l’esame delle pratiche di condono edilizio, considerato che, come Comune di Pompei, siamo in forte ritardo rispetto ai risultati conseguiti dalle altre amministrazioni”. A parlare è l’ingegnere Alberto Robetti, esponente di spicco della minoranza nonché persona competente nel settore dell’urbanistica in quanto tecnico accreditato. “Non comprendo perché sia stato nominato un “superesperto” dal momento che precedentemente era stato stipulato con La RINA Spa un contratto di collaborazione per l’esame delle pratiche di condono (circa 4500 in tutto, vale a dire una per ogni due famiglie). Ora senza voler sminuire il valore professionale dei  tecnici urbanisti  ingaggiati dall’amministrazione pompeiana bisogna tener conto che essa tende a presentare come “super” tutti quelli  con cui stipula un rapporto di collaborazione (anche quelli espressamente “sconsigliati” da commissioni  prefettizie). Inoltre Robetti presenta argomentazioni che hanno un recente riscontro amministrativo. A seguito del lavoro di controllo della documentazione a supporto delle istanze di condono svolto dalla RINA risulta che circa 200 pratiche furono “licenziate” dalla commissione Paesaggio e solo per mero disguido non furono incanalate nei tempi previsti nell’iter procedurale corretto, che ne prevedeva  l’esame definitivo da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Area Metropolitana di Napoli. Ora si tratta (relativamente a dette pratiche) di rimettersi in corsa (come amministrazione) con l’iter procedurale corretto, ma in questo caso non si capisce a cosa servirebbe il contributo di un “super esperto” dal momento che si tratta di pratiche già definite. Inoltre dovrebbe essere chiarito se valgono ancora i criteri di priorità fissati  in una precedente delibera di giunta per il rilascio dei condoni (al fine di evitare clientelismi). In conclusione resta (dopo quasi 2 anni) irrisolto il nodo principale rispetto agli abusi edili, che al di là dei condoni continuano ad essere praticati senza incontrare un oggettivo contrasto, ingenerando, al contrario, una confusione complessiva del settore che favorisce le manovre dei soliti “furbetti”. Oggettivamente al di la degli allarmismi suscitati dall’avvio di clamorosi procedimenti giudiziari  continuano ad aggirare le regole le solite ristrette  fasce di abusivi che riescono a districarsi con destrezza. Si tratta più o meno delle medesime  che nell’ultimo  trentennio trascorso si sono arricchite celando  le loro speculazioni immobiliari nell’ambito del fenomeno generalizzato a causa della mancanza di un piano regolatore che ha favorito parecchi ma arricchito esclusivamente un numero ben definito di abili speculatori che hanno sfruttato (coi consigli dei super consulenti)le falle del sistema, tra le quali figura la lentezza del  rilascio delle pratiche di condono.