Scafati. “Liberiamo il lavoro”, l’ultima iniziativa del Fondo Agricolo Nicola Nappo

Un pomeriggio tra associazioni e istituzioni al fondo di via nuova San Marzano per discutere del ruolo centrale dei beni confiscati

Scafati. “Liberiamo il lavoro”, l’ultima iniziativa del Fondo Agricolo Nicola Nappo

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Il fondo agricolo Nicola Nappo di Scafati simbolo per un giorno della lotta contro le camorre. Nel pomeriggio di ieri la tenuta agricola confiscata al clan Galasso in via Nuova San Marzano ha ospitato l’iniziativa “Liberiamo il lavoro”, una vera e propria tavola rotonda nel quale associazioni e istituzioni si sono confrontate sull’importanza del riutilizzo degli spazi confiscati alle associazioni criminali, partendo dall’esempio del FANN. L’evento, organizzato dalla Flai-Cgil e Alpaa, ha visto la presenza di importanti figure come l’assessore alla legalità della regione Campania Mario Morcone, il segretario generale Flai-Cgil Giovanni Mininni, la referente di Libera Salerno, Anna Garofalo, il presidente della fondazione Polis, don Tonino Palmese e il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati. La discussione è stata estremamente produttiva, con i relatori del caso che hanno ricostruito attraverso diverse testimonianze la centralità dei beni confiscati verso la liberazione dei territori da fenomeni camorristici. Al centro il Fondo Agricolo Nicola Nappo, che con la sua storia di resistenza e attivismo rappresenta sempre più un modello virtuoso a livello regionale. “Il riutilizzo sociale dei beni confiscati è stata una grande intuizione che ha portato ad una rivoluzione nei nostri territori, visto che abbiamo potuto finalmente contrapporre un sistema sociale ed economico alle camorre attraverso le tante attività nate” sono le parole con le quali Anna Garofalo, referente provinciale di Libera Salerno, esalta le esperienze dei beni confiscati, in cui il FANN è completamente protagonista “Il fondo nonostante le difficoltà ha fatto tanta strada grazie al grande lavoro dei volontari che hanno speso il loro tempo per una speranza di cambiamento. E ora i risultati si vedono con l’orto sociale e le tante iniziative che si mettono in campo”. Per garantire la prosperità bei beni confiscati serve però tanta sinergia anche con le istituzioni, un aspetto sottolineato dalle associazioni e ripreso positivamente prima dal sindaco di Scafati Cristoforo Salvati “Il cambiamento parte della classe politica che rappresenta l’anima della cittadinanza, per questo dobbiamo fare sinergia anche a livello sovracomunale” e poi dall’assessore regionale Mario Morcone ” diversi comuni, come Torre Annunziata, sono arrivati allo scioglimento anche per esser stati incapaci di ridare alla cittadinanza dei beni confiscati sul territorio. Serve più coraggio e capacità di prospettiva da parte dei sindaci”. A concludere gli interventi ci ha pensato poi Giovanni Mininni, segretario generale Flai-Cgil, figlio di un territorio complicato come quello dell’hinterland napoletano, e che trova in esperienze come il Fondo Agricolo Nicola Nappo una possibilità di rivoluzione sociale da continuare a diffondere “Quello che facciamo qui attraverso gli attivisti e il nostro sindacato è cambiare le cose concretamente. Il Fondo è stato attaccato più volte per mano di criminali che hanno voluto ribadire invano il proprio potere sul territorio, che ora non esiste più. Perché è vero che confiscare i beni fa molto più male alle camorre rispetto ad un singolo arresto, visto che perdono allo stesso tempo un simbolo della loro forza” concludendo poi “Dobbiamo essere una parte della soluzione, dalla parte di chi lotta per i diritti per creare un mondo capace di dare un giusto lavoro e un giusto reddito”.