Pompei. Il giallo del muretto in Via Moregine

Pompei. Il giallo del muretto in Via Moregine

Pompei. Il giallo del muretto in Via Moregine

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“In via Moregine un muretto di “spalla” sulla strada comunale servirà per la recinzione di un fondo privato”. Avverte nel suo ultimo comunicato il consigliere comunale d’opposizione Domenico Di Casola, che vede nell’intervento pubblico indicato un esempio lampante di   gestione personale del potere diretto al voto di scambio. “A pagare sono solo i cittadini contribuenti”. E’ la conclusione a cui arriva Di Casola dopo la lettura di una pratica di  edilizia pubblica del costo di 36 mila euro che pochi giorni fa è stata licenziata dalla Commissione locale per il Paesaggio. Secondo l’esponente di opposizione si tratta di una pratica edile “travestita” da intervento pubblico dal momento che prevede la costruzione  di  un muretto di “spalla” in via Moregine. Per farsi intendere bene il capo dello schieramento d’opposizione a Pompei  fa tre esempi di situazioni di pericolo  che meriterebbero  urgenza nell’intervento pubblico diversamente da quello di Moregine (1) sulla ex S.S. 145, relativamente al  tratto  dall’uscita autostradale di Castellammare di stabia in direzione sud, dove i muretti a protezione della carreggiata sono in buona parte crollati; 2) via Macello, che da  più di un anno attende una risposta sulla sicurezza legata alle problematiche con il fiume Sarno  3) Il pericolo costituito dal canale, che corre parallelo alla via Moreginei.

Non manca nella comunicazione l’elenco di discariche abusive territorio comunale di Pompei (da via Ripuaria a Fossa di Valle a  Civita Giuliana e per finire in via A. Moro)  “È l’ennesima storia di clientelismo che vede favorire un privato con i soldi pubblici”. Sbotta Di Casola nel  sostenere che i pompeiani con il loro portafoglio stanno risarcendo “cattiva politica”. Sul versante contrario le opinioni sono di diversa natura  rispetto  a quella  argomentata da Di Casola  sulla funzione pubblica del progettato muretto di sicurezza. Ci è stato fatto constatare durante un sopralluogo che il proprietario del fondo agricolo che ne ha ceduto 70 mq.

Per migliorarne un  tratto della strada che lo costeggia probabilmente sarà anche lui  interessato alla sua sicurezza ma è altrettanto vero che l’esigenza di allargarne la gareggiata nei due sensi di marcia è reale prospettando una misura di sicurezza stradale consigliabile. Alla stesso tempo la costruzione del muretto di spalla  costituirà un presidio utile ad evitare presumibili  salti di quota in caso di incidenti stradali nella curva di via Moregine che sbocca sulla  via Ripuaria. Per farla breve  la situazione di pericolo stradale  motiva regolarmente l’intervento pubblico. Allo stesso tempo per il privato nasce una situazione oggettiva di scambio data dalla cessione di 70 mq del fondo agricolo a fronte del presidio costituito dal  un muretto. E’ uno scambio indiretto che nasce  dalla logica delle cose. Va aggiunto, per concludere, che il presidente del consiglio Giuseppe La Marca (membro autorevole della maggioranza) si è detto motivato e convinto  ad intervenire nei prossimi  cantieri di periferia nelle situazioni di pericolo (e degrado) richiamate dal Di Casola.