Scafati. Giro degli ospedali per un’ingessatura, “via crucis” per due coniugi
Sempre più critica la situazione degli ospedali nell’agro nocerino sarnese. Al collasso tutto il sistema sanitario ospedaliero. Anche l’ospedale capo fila dell’agro l’ “Umberto I” di Nocera Inferiore sembra stia da tempo implodendo sotto i carichi di accesso alla struttura e della mancanza di personale. L’ultimo fatto di cronaca è emblematico.
Il fatto
Disavventura per due cittadini scafatesi che a seguito di un incidente stradale, fortunatamente senza serie conseguenze, sono stati trasportati presso l’ospedale nocerino. Dopo una comprensibile attesa, al pronto soccorso, emergono problemi di ortopedia (sospette fratture). I camici bianchi non sono stati in grado, per problemi di personale, di affrontare rapidamente i casi. Sarno chiuso da tempo come ortopedia non ha potuto ricevere i due pazienti che sono stati trasferiti all’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava De’ Tirreni già da qualche mese unico supporto per i casi di ortopedia per l’intero agro e anche del vesuviano. “Oramai nell’agro non ingessano manco più un braccio” afferma rassegnato un congiunto delle due persone. A Cava i due malcapitati hanno avuto modo d’incontrare anche un ortopedico che prima prestava servizio al “Mauro Scarlato” a Scafati e poi successivamente a Sarno.
Il processo di “clinicizzazione” della Regione Campania
Poche assunzioni e molti trasferimenti, l’ASL è in chiara difficoltà per l’evidente politica di “clinicizzazione” portata avanti dalla Regione Campania. Le strutture ospedaliere che si stanno trasformando in poli specialistici, un viatico verso la sanità privata già consolidata nel tempo in Campania e che sembra entrata nel vivo della trasformazione a spese dell’utenza. Nell’agro diventa sempre più complesso, dispendioso e pericoloso ammalarsi.
Luciano Verdoliva























