Scafati. L’ultimo commosso saluto ad Alfonso Carotenuto

L’esponente del gruppo di centrosinistra “Insieme per Scafati” aveva appena 57 anni. Non è bastata la sua spiccata verve e desiderio di vivere, a frenare il brutto male che lo aveva colpito improvvisamente lo scorso autunno

Alfonso Carotenuto
Alfonso Carotenuto

Ieri mattina, in una piazza San Pietro gremita, la città di Scafati e la sua contrada hanno salutato, stringendosi alla sua famiglia, il consigliere comunale Alfonso Carotenuto. L’esponente del gruppo di centrosinistra “Insieme per Scafati” aveva appena 57 anni. Non è bastata la sua spiccata verve e desiderio di vivere, a frenare il brutto male che lo aveva colpito improvvisamente lo scorso autunno, la malattia alla fine lo ha portato via. Lascia la moglie, le due figlie e la nipotina Sofia, per la quale stravedeva. L’addio di Alfonso Carotenuto ha profondamente scosso l’intera comunità scafatese. Politico di lungo corso, prima di sedere nelle Istituzioni cittadine con l’amministrazione di Pasquae Aliberti e oggi in minoranza con la giunta guidata da Cristoforo Salvati, Carotenuto ha calpestato i suoi primi passi nell’attivismo civico e cattolico. Si forma nell’Azione Cattolica della sua San Pietro, maturando il poi il desiderio di solidarietà e altruismo tra le fila dell’Avo, l’associazione dei volontari ospedalieri. Carotenuto era uno dei politici più noti e apprezzati della città di Scafati. Di indole generosa, sempre disponibile e pronto alla battuta, la sua attività politica, come quella professionale, non ha mai visto ombre o peggio ancora finire in una delle tante liti che caratterizzano la politica scafatese. Carotenuto era sempre composto, impeccabile in giacca e cravatta, ha lasciato senza dubbio un passaggio positivo e apprezzato della sua breve ma intensa esistenza. Non ha mai celato la gravità del male che lo aveva colpito, non nascondendo la forza d’animo che traeva linfa dalla fede che mai lo ha abbandonato. Si è sempre mostrato sereno, e fino a che il male non lo ha tenuto definitivamente fuori da Palazzo Mayer, ha cercato di essere il più possibile presente per assolvere al suo dovere di amministratore pubblico. Centinaia i messaggi di cordoglio, a partire dall’amico di sempre, con il quale ha condiviso sia il suo percorso politico che umano, Antonio Mariniello. “Profondamente legato al suo territorio e alla sua gente, con lui va via la parte migliore della politica scafatese, e anche un pezzo importante della mia vita” le sue commosse parole. “Una persona che lascia nella comunità di San Pietro e in chi lo ha conosciuto un vuoto incolmabile”, quelle del primo cittadino Salvati alle quali fanno eco quelle di Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale: “Perdiamo un uomo appassionato, una persona perbene”. Commosso anche Michele Russo, candidato sindaco da lui sostenuto. “Ho imparato tanto da te, io alla mia prima esperienza politica. Conserverò i ricordi della nostra amicizia, delle tue considerazioni sempre concrete, della tua coerenza, della tua voglia di combattere, i tuoi incitamenti”. Ai funerali c’era tutta la sua gente, compresa gran parte della classe politica e istituzionale attuale. Non è passata inosservata la gaffe dell’amministrazione comunale, presente in larga parte in veste privata, ma non ufficiale, come sarebbe stato opportuno per l’estremo saluto ad un consigliere comunale scomparso nel pieno delle sue funzioni.
Adriano Falanga

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