Scafati. Bagni in fermento, i frati francescani vicini all’addio

A poco è servito l’incontro di giovedì sera tra la comunità parrocchiale e il padre provinciale frate Antonio Ridolfi. Il responsabile della provincia salernitana lucana ha comunicato ai fedeli l’ufficialità della decisione, presa di concerto con il vescovo della diocesi di Nocera Sarno, monsignor Giuseppe Giudice

E’ oramai definitivo, dopo oltre novant’anni il Santuario di Bagni perde i frati francescani. A poco è servito l’incontro di giovedì sera tra la comunità parrocchiale e il padre provinciale frate Antonio Ridolfi. Il responsabile della provincia salernitana lucana ha comunicato ai fedeli l’ufficialità della decisione, presa di concerto con il vescovo della diocesi di Nocera Sarno, monsignor Giuseppe Giudice. Ridolfi ha ribadito quando già anticipato da frate Luigi D’Auria, mancano frati per tenere aperti tutti i conventi dell’estesa provincia. Una quindicina di frati appena, tre soltanto nello storico santuario bagnese, meta di pellegrinaggio e riferimento spirituale per tutto l’agro nocerino sarnese. “Io andrò a Matera – ha spiegato Fra Luigi – mentre Fra Carmine a Milano e Fra Salvatore a Mercato San Severino”. Il santuario, al quale è collegata la fonte miracolosa distante poche centinaia di metri, ritorna nella piena gestione della diocesi di Nocera, che a partire dal mese di settembre invierà un parroco a rilevare la guida pastorale lasciata dai frati. La comunità parrocchiale, che si estende ben oltre i confini bagnesi, è in fermento e ha già annunciato picchetti di protesta e manifestazioni. “I frati non si toccano, così facendo viene snaturata l’identità e la tradizione dello stesso Santuario, che da quasi un secolo è stato amabilmente e sapientemente gestito dai francescani”. Giovedi sera è stato palese lo stupore e la soddisfazione negli occhi di frate Ridolfi, davanti alla tenacia di una comunità parrocchiale che si è stretta alla sua comunità francescana. Il Santuario negli ultimi anni ha visto un rinnovato fermento nell’attività pastorale e parrocchiale, decine i matrimoni e le altre celebrazioni religiose, senza contare la fortissima tradizione pellegrina legata attorno alla fonte salutare. “Parlerò con il Vescovo” la promessa, ma l’epilogo potrebbe essere una futura “collaborazione esterna” con il parroco che verrà. Dai fedeli l’appello ad essere coinvolti nelle decisioni, richiamandosi alla lettera di Papa Francesco nella quale si invitano le chiese ad aprire alla partecipazione sinodale. “Noi non eravamo al corrente di nulla – hanno replicato – siamo stati messi di fronte al fatto compiuto”. C’era commozione negli occhi dei duecento presenti che hanno affollato la chiesa, nonostante il caldo asfissiante. Da un lato chi ancora spera nel dialogo con i vertici diocesani e un cambio di passo nella decisione, dall’altro coloro che ritengono efficace solo la protesta. Ai fedeli si accoda anche il consigliere Paolo Attianese, delegato alla valorizzazione della contrada Bagni. “I frati sono la nostra storia, un legame indissolubile con i fedeli che non può terminare con una decisione organizzativa”.
Adriano Falanga

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