Castellammare di Stabia. Impiantato pacemaker più piccolo al mondo

Castellammare di Stabia. È il pacemaker più piccolo al mondo ed è stato impianto per la prima volta all’Ospedale San Leonardo

Castellammare di Stabia, impiantato il pacemaker più piccolo al mondo
Castellammare di Stabia, impiantato il pacemaker più piccolo al mondo

Castellammare di Stabia. Impiantato pacemaker più piccolo al mondo

Pesa 2 grammi e ha una durata media di 12 anni. È il pacemaker più piccolo al mondo ed è stato impianto per la prima volta all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia su una donna di 84 anni. Il pacemaker misura poco più di 2 centimetri, comparato con altri dispositivi convenzionali è un decimo della grandezza, non ha fili o elettrocatetere di connessione e l’intervento d’impianto stesso è meno invasivo. Non richiede incisioni toraciche o la creazione di una tasca sottocutanea in sede prepettorale, eliminando così il rischio di potenziali complicanze, soprattutto infettive, legate alla procedura tradizionale.

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Il pacemaker

Il pacemaker viene impiantato direttamente nella cavità cardiaca ventricolare attraverso la vena femorale e, una volta posizionato, il sistema è ancorato al cuore attraverso piccoli ganci appositamente progettati ed emette impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco attraverso un elettrodo posto sul dispositivo.

L’intervento

L’intervento è stato eseguito su una paziente di 84 anni affetta da fibrillazione atriale cronica a bassa risposta ventricolare. Grazie alla micro capsula avrà un’aspettativa di vita maggiore. L’equipe che ha eseguito l’intervento è guidata dal primario Fabio Minicucci e dai medici Giovanni Russo e Mario Volpicelli con la collaborazione dell’infermiere Enrico Zingone. “Si tratta di un sistema di stimolazione cardiaca particolarmente innovativo – dice il dottor Minicucci – grazie a questo intervento mininvasivo, che riduce in maniera drastica le complicanze rispetto a un impianto di tipo tradizionale, il paziente non sarà più esposto al rischio di bradicardie potenzialmente minacciose per la vita e di sincope”.