Scafati. Amministrazione di Salvati, regno di Avagnano

L'assenza in consiglio comunale dei consiglieri che hanno nominato il settimo assessore spiegano bene i rapporti di forza al momento a Palazzo Mayer, con Salvati e i fedelissimi schiacciati

Scafati. E' Gennaro Avagnano il settimo assessore di Salvati
Scafati. E' Gennaro Avagnano il settimo assessore di Salvati

Ancora una volta i dissidenti si sostituiscono all’opposizione e bloccano i piani di Salvati, ora costretto a scendere fino all’ultimo patto con il gruppo di Avagnano per evitare altri consigli comunali flop. Martedì pomeriggio all’interno dell’aula consiliare della biblioteca Francesco Morlicchio di Scafati si è palesato tutto il peso politico formato dal gruppo di dissidenti Antonella Vaccaro e Paolo Attianese, fautori dell’entrata di Gennaro Avagnano in Giunta. La mancata nomina del presidente del collegio dei revisori di conti è infatti responsabilità piena dei due consiglieri comunali, che con la loro assenza non hanno permesso la conferma di Pietro Miraldi, fermato a 12 preferenze, ad una dal numero minimo. Questo passaggio a vuoto ritarda l’approvazione del bilancio previsionale, con uno slittamento effettivo per tante opere in procinto di partire come assunzioni e lavori di messa in sicurezza del Palamangano. Un grande grattacapo per Salvati e fedelissimi, che dimostrano di avere gli avversari più tenaci all’interno delle loro schiere, e non in opposizione. In occasione della votazione erano presenti infatti solo 7 consiglieri di maggioranza, che con sindaco e presidente del consiglio arrivano ad esprimere 9 preferenze. Gli altri tre voti pro-Miraldi sono arrivati quindi dalle file dell’opposizione, con qualcuno che alla fine si è fatto convincere dalla maggioranza anche grazie all’aiuto del voto segreto.  Un nome che ha appoggiato sicuramente Miraldi è stato Nicola Cascone, le altre due preferenze non hanno origine chiara ma spiegano tanto. Salvati al momento, con il passaggio ratificato in opposizione dei consiglieri Laura Semplice e Antonio Carotenuto, ha solo 10 consiglieri comunali al suo fianco, contro i 13 dell’opposizione. Ma i fatti ultimi dimostrano come sia una situazione soggetto a continui cambiamenti, visto che ad ogni argomento importante l’assise sembra mescolarsi, con qualcuno dell’opposizione che arriva a strizzare l’occhio dall’altro lato. Il consiglio comunale scafatese diventa così il Parlamento, dove ognuno rappresenta sé e la sua storia personale, non quella di coalizione o della sua lista di riferimento. Ma non siamo a Roma, e queste dinamiche improprie sostengono la pressione politica di Gennaro Avagnano e dei consiglieri delegati, assenti in consiglio visto il mancato rispetto degli accordi presi quando il settimo assessore si è insediato a Palazzo Mayer. Dimostrando ancora una volta come il miglior ostruzionismo a Scafati arrivi dai dissidenti che finché non vedranno esauditi gli ultimi desideri, dai temi politici a nuovi importanti deleghe in Giunta, terranno sotto scacco il consiglio comunale. Lunedì ci sarà un incontro di maggioranza per organizzare la ripartenza, e i nodi verranno al pettine.

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