Scafati. Salvati ancora senza maggioranza, bilancio in bilico

La sua coalizione continua a finire sotto in Consiglio Comunale, dove la minoranza riesce a determinare l’esito delle votazioni.

Antonella Vaccaro, Paolo Attianese

La matematica non aiuta Cristoforo Salvati, la sua coalizione continua a finire sotto in Consiglio Comunale, dove la minoranza riesce a determinare l’esito delle votazioni. E così anche ieri sera l’Assise non riesce ad eleggere il nuovo Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, mettendo in dubbio la possibilità di arrivare entro il 31 agosto in aula con il Bilancio di Previsione. Non è infatti chiaro se per il bilancio sia necessario la sola presenza dei due componenti sorteggiati dalla Prefettura, oppure è indispensabile l’unità dei tre membri, il cui presidente è scelto dal Consiglio Comunale a maggioranza di 13 consiglieri. Ieri sera l’uscente Pietro Miraldi, indicato dal sindaco Cristoforo Salvati in segno di continuità, ha raccolto i soli 10 voti della sua squadra, contro le 11 preferenze espresse dalla minoranza in favore del dottor Aldo Pellegrino. O almeno è quanto si può dedurre dal voto a scrutinio segreto di ieri sera. La revoca di Gennaro Avagnano ha portato il passaggio ufficiale dei dissidenti Paolo Attianese e Antonella Vaccaro in minoranza, di contro Laura Semplice e Antonio Carotenuto sono ritornati in maggioranza, senza neanche essersi mai seduti tra i banchi opposti. “Nessun attacco alla persona, era solo una questione di linearità e coerenza con il progetto elettorale” ha spiegato l’ex leghista, che potrebbe rilevare la poltrona lasciata vuota da Avagnano già prima del voto al Bilancio. Anche l’assente Giovanni Bottone, tenuto fuori dai giochi istituzionali da importanti problemi di salute, ha voluto rimarcare la fedeltà al sindaco e al progetto elettorale scrivendo una lettera al Consiglio Comunale. Nel documento Bottone ha espresso compiacimento per la revoca di Avagnano, rivendicata anche dallo stesso Salvati, sollecitato dalle polemiche dell’opposizione. Oltre alle divergenze programmatiche, il primo cittadino ha sottolineato la mancanza di “garbo istituzionale” del suo ex assessore nei riguardi dei dirigenti e degli stessi colleghi. “Non ci giriamo intorno, la sua nomina era il prezzo politico da pagare per la mancata sfiducia” ricorda Michele Grimaldi, mentre Teresa Formisano ha sottolineato il come l’instabilità politica ha prodotto già 21 assessori, senza mai produrre un equilibrio. “Vogliamo sapere qual è la sua maggioranza” ribatte la capogruppo di Forza Italia. Presenti in Aula anche un gruppo di tifosi dello Scafati Basket, preoccupati dal mancato adeguamento del Palamangano, che rischia di far giocare fuori città il campionato di A1 della squadra di basket. I lavori, arrivati al progetto definitivo, vedono la copertura economica nel bilancio di previsione, la cui approvazione è ancora incerta a causa dell’instabilità politica. Emblematica la presenza tra il pubblico dell’ex vicesindaco Peppino Fattoruso. Con lui Espedito Fontana, suo fedelissimo e probabile futuro consigliere comunale, subentrante, guarda caso, proprio a Laura Semplice.
Adriano Falanga

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