Caro ombrellone, le famiglie più povere disertano il mare.

Sempre meno spiagge libere a disposizione dei residenti sul litorale vesuviano. Le famiglie più povere sono costrette a rinunciare al mare.

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Costi elevati per lettino e ombrellone e sempre meno spiagge libere a disposizione dei residenti sul litorale vesuviano. Le famiglie più povere sono costrette  a rinunciare al mare. Regione e amministrazioni comunali dovrebbero cercare soluzioni adeguate.

Mare: benessere per mente e corpo

Diventa sempre più difficile e costoso per famiglie meno abbienti del litorale vesuviano trascorrere al mare qualche giorno di ferie per trarne beneficio alla salute e alla mente e soprattutto  per far divertire i bambini. Si tratta di un diritto naturale e indispensabile per chi lavora l’anno intero senza soste non consentendosi alcuno svago. L’opinione generale é che il mare e il sole (come l’acqua da bere) sono di tutti e non si possono negare a qualsiasi essere vivente.

Sempre meno spiagge libere

Nell’estate 2022 la novità é quella del caro lettino e  ombrellone praticato con aumenti del 30% a partire dal mese di agosto. In questo modo  è  diventa sempre più rara la disponibilità di spiagge libere, anche perché aumentano sempre di più spazi del litorale vesuviano e campano riservati alla nautica di diporto, vale a dire  per le vacanze balneari dei ricchi.

Difficoltà economiche: vacanze negate

Oramai le famiglie a basso reddito disertano le spiagge attrezzate di Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Torre del Greco per non parlare di quelle della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, riservate ai turisti degli alberghi di lusso. In conclusione é diventato impossibile per disoccupati, operai, pensionati e altri percettori di redditi bassi, la fruizione di una settimana di vacanze al mare.

La politica

Occorre vigilare ma chi lo fa più oramai? Ai partiti politici che hanno difeso con tanta tenacia la conferma delle concessioni agli stabilimenti balneari non pare interessi molto, anche in campagna elettorale, tutelare i sacrosanti diritti di chi lavora tutto l’anno e aspetta l’estate per portare i bambini alla spiaggia del proprio comune o  a quella più vicina.

La soluzione: piscina per i bimbi pompeiani

A Pompei, come ad altri paesi interni, è partita dal ceto popolare delle periferie la richiesta di una  piscina pubblica.La domanda è stata rivolta da tempo anche al Vescovo perché sarebbe bello progettarne una sita nella cittadella mariana per i bambini ospitati nelle case famiglia, considerato che i politici locali non si sono curati neanche d’inserire in agenda alcuna iniziativa del genere.

Lidi costosi

Le  famiglie che, per economizzare sulle spese estive, si rivolgevano una volta alle spiagge libere del territorio, ora incontrano sempre maggiori divieti  ed  aumenti di tariffe di accesso ai lidi in concessione, dove non viene lasciato libero gli accessi ai bagnasciuga mentre si riduce progressivamente la disponibilità di spiagge libere con servizi comunali. Inoltre  bisogna tener conto delle spiagge non balneabili perché in quell’ambito il mare é ancora inquinato.

Si auspica intervento dei Comuni

Bisogna che le amministrazioni comunali si interessino presto e bene a problemi del genere. Non bastano solo le colonie marine ma bisogna che gli amministratori locali spuntino tariffe preferenziali per i residenti dei comuni del territorio circostante le spiagge balneabili gestite da privati