“Quel fiume scorre ancora”, autore De Felice. La Recensione di Cardone.

Viaggio autobiografico dell’autore, intellettuale poliedrico e cristallino, di oltre settant’anni di una storia civile trascorsa lungo le rive del fiume Sarno.

libro De Felice

La recensione

E’ Mario Cardone a recensire il libro di  Pietro Ernesto De Felice, dedicato alla storia del fiume Sarno e dei suoi abitanti, dai tempi in cui il fiume era pulito e la gente unita e solidale, alla fase dell’industria e del benessere che ha prodotto inquinamento.

“Quel fiume scorre ancora”

E’ un libro dal titolo emblematico del profilo caratteriale del suo autore: l’ingegnere Ernesto De Felice che ho conosciuto tramite il suo parente e comune amico, Antonio Morlicchio, che conobbi alcuni anni fa, quando raccontai, come cronista, alcune sue iniziative professionali e civili di medico psichiatra, in qualità di direttore del servizio di igiene mentale a Pompei.

L’autore

Conoscendolo mi formai presto la convinzione che il De Felice avesse inconsapevolmente trasferito nel racconto del fiume, la sua forza caratteriale e di determinazione personale dovute alla costanza della ragione e illuminata dalla sua fervente fiducia nel futuro dovuta alla formazione cattolica e liberale. In poche parole penso che con la sua rispettabile età (ha 87 anni) si senta quasi parte della storia del fiume Sarno che è stato sempre resistente al tempo nonostante le avversità di ogni genere.

De Felice intellettuale poliedrico

Il manuale redatto da De Felice riflette la formazione di vita e di docente che ha ricoperto diversi incarichi e ricevuto riconoscimenti in qualità di professionista, pubblicista, scrittore e dirigente statale di formazione cattolica. E’ stato giudice tecnico presso il tribunale delle acque pubbliche presso la corte d’Appello di Napoli. Considerato che si è giovato dell’esempio di buoni maestri (come il filosofo Benedetto Croce, amico di famiglia) possiamo dire che la vita gli ha regalato le soddisfazioni che ha meritato. Il suo libro dovrebbe essere vulgato nelle scuole medie del territorio per alimentare la conoscenza della storia locale che è fatta di gente comune che ha privilegiato il ruolo della famiglia e del lavoro sul filo della rettitudine e del sacrificio lavorativo nel solco della tradizione locale a cui si ispiravano i modi di vivere, le gesta e i progetti del primo dopoguerra.

Fiume Sarno: paesaggio ed economia del territorio

Inoltre è necessario che ai ragazzi venga spiegato quale incidenza può aver avuto il fiume Sarno nella trasformazione del paesaggio e dell’economia locale perché è su questo fondamento che fu edificata l’antica Pompei, sullo sperone collinare affacciato proprio dove mare e fiume diventavano una cosa sola. Senza un’analisi dei mali del fiume e non sarebbe possibile valutare il peso, vero o presunto, dell’impegno degli amministratori locali nelle opere di bonifica e messa in sicurezza contro le esondazioni. Il riferimento va all’iniziativa di restituire al fiume Sarno la funzione naturale di motore dello sviluppo economico e sociale, facendo di necessità virtù nel rigenerarlo grazie al suo risanamento.

Il Sarno e i suoi mali

Come si è arrivato a tanto degrado del fiume che ha caratterizzato una valle intera lungo il suo percorso sinuoso De Felice lo racconta con gli stessi occhi della giovinezza e l’ausilio di tante fotografie che danno concretezza alle sue narrazioni di costumi austeri e abitudini semplici e spartane. Intanto il tempo correva lento ma inesorabile nel secolo breve. Allo stesso modo del fiume che disegnava un paesaggio diverso relegando i ricordi nell’angolo della nostalgia e aprendo le porte ai nuovi modi di vivere.

Dai ricordi nostalgici del fiume pulito, all’era di benessere e inquinamento

Si passa così dai tempi in cui il fiume era pulito e la gente unita e solidale alla fase dell’industria e il benessere che però, come spiegò Pasolini, portarono alla scomparsa delle lucciole. Furono abbandonati i campi e adottati gli stili di vita introdotti dagli “Alleati” mentre la società del benessere ci regalò l’inquinamento e tante malattie che prima non si conoscevano neanche.