Scafati. La difesa di Cascone: “Non sono la stampella di Salvati”

Il civico è stato l’unico ad aver votato il presidente del collegio dei revisori dei conti, Pietro Miraldi, come da indicazioni della maggioranza, risultando così il tredicesimo voto utile per la sua elezione.

“Non voterò il bilancio”. Nicola Cascone si difende dalle accuse di essere la stampella della maggioranza di Cristoforo Salvati, nella quale è stato eletto e che ha poi lasciato. Il civico è stato l’unico ad aver votato il presidente del collegio dei revisori dei conti, Pietro Miraldi, come da indicazioni della maggioranza, risultando così il tredicesimo voto utile per la sua elezione. Tredici voti, tanti quanti ne occorrono per votare il bilancio, ma anche tanti quanti ne occorrono per le dimissioni davanti al notaio, e sciogliere la consiliatura. Ma il tredici attualmente è un numero molto volubile in questo Consiglio Comunale. Di fatto l’opposizione conta tredici esponenti, che però calano quando si tratta di andare dal notaio. Di contro la coalizione che sostiene Cristoforo Salvati conta su dodici esponenti, che sembrano però diventare tredici quando necessario. Una situazione decisamente poco trasparente, ed è stato solo grazie alle assenze tra le fila di consiglieri di opposizione se la maggioranza è riuscita ad approvare il piano parcheggi. Un tira e molla sui numeri che permette al primo cittadino e alla sua squadra di andare comunque avanti. “Se non si fosse eletto il Presidente ci sarebbero stati gravi conseguenze sulla gestione dell’ente. Il mio voto è stato un atto di buon senso prima che di responsabilità, Salvati non resterà Sindaco un secondo di più grazie a quel voto, ma sicuramente le attività amministrative potranno proseguire – si difende Cascone – Si trattava di approvare un atto tecnico e non politico, anche gli altri colleghi di opposizione volevano votare, sono usciti perché il Presidente Santocchio non ha permesso una discussione sulla questione”. “Se Cascone deciderà di votare il bilancio avrà le sue motivazioni politiche al di là del fatto che io le condivida o meno – osserva Teresa Formisano – Sono certa solo su di una cosa: la mia posizione in consiglio comunale. Sempre lì dove l’elettorato ha scelto che stia, con coerenza e passione”. Da Insieme per Scafati arriva il monito: “Noi siamo pronti a sfiduciarlo in tutti i modi ed in tutte le sedi. Sia chiaro”. Michele Russo, Michele Grimaldi e Michelangelo Ambrunzo fanno il punto. “Il consiglio comunale ha sancito per l’ennesima volta che questa amministrazione si regge su una minoranza e non ha i numeri per approvare i provvedimenti che porta in consiglio. Sul Palamangano stiamo provando in tutti i modi a sbloccare la situazione che Salvati sta strumentalmente legando al bilancio. Sulle opere compensative finanziate da Terna per la stazione elettrica di Marra siamo ancora in attesa di vedere una carta, da oltre due anni, che dimostri cosa ha progettato questa amministrazione per quelle opere. Lo ribadiamo, a Marra devono essere realizzare 500mila euro di opere, e proprio per questa ragione avevamo proposto un emendamento per utilizzare solo 120mila euro per il PalaMangano impegnando l’amministrazione a ripristinare la somma con fondi di bilancio”. Emendamento bocciato. Secondo il sindaco i fondi vanno indirizzati ad un solo progetto.
Adriano Falanga