Dipendenti comunali in stato di agitazione. Premi produttività non erogati, mancate progressioni orizzontali e verticali, straordinario, buoni pasto e soprattutto mancate assunzioni, sono i principali punti disattesi dall’amministrazione comunale, che hanno comportato l’indizione dell’ennesimo stato di agitazione del personale. “Permangono tutte le criticità posti a tutela della salute e sicurezza sul lavoro da rischio da stress lavoro correlato generate dalla grave carenza di personale, ove il Datore di lavoro continua ad assegnare carichi di lavoro insostenibili, nonché a richiedere di svolgere attività plurime di mansioni nei diversi uffici orami sguarniti di risorse umane, come avviene presso il civico cimitero” scrivono i rappresentanti provinciali sindacali Alfonso Rianna (Cgil), Enzo Della Rocca (Cisl), Filomena D’Aniello (Uil), Angelo Rispoli (Csa). Le maestranze lamentano il mancato rispetto degli accordi sottoscritti nei mesi scorsi, oltre all’aggravarsi delle condizioni lavorative, conseguenza dei carichi di lavoro, spesso anche per mansioni non dovute, conseguenti alla cronica carenza di personale. Una macchina amministrativa che si regge con circa il 30% dell’organico necessario per un Ente delle dimensioni di quello scafatese. Uffici vuoti, ma anche responsabili mancanti. E’ il caso ad esempio dell’avvocatura e dei tributi, affidati ad interim alla segretaria Paola Pucci, o dei servizi al cittadino, appena lasciati scoperti dall’addio di Pasqualino Barletta, sostituito dal sindaco Cristoforo Salvati dalla veterana Luisa Sicignano, purtroppo prossima alla meritata pensione. Barletta era arrivato a Scafati come ufficiale della Polizia Municipale, diventandone poi comandante, fino all’arrivo di Salvatore Dionisio, in convenzione con il Comune di Siano, dove è titolare di pari incarico. Messo alla porta da Salvati, l’ufficiale è risultato vincitore di concorso a Massa Lubrense, ma fino all’ultimo giorno aveva espresso l’intenzione di restare purché ritornasse ad indossare la divisa. Secco il no di Salvati, fortemente fiducioso nell’operato di Dionisio. La mancata approvazione del bilancio di previsione tiene ancora in stand by le 44 assunzioni deliberate dalla giunta lo scorso 20 maggio. Doveva essere una rivoluzione nell’organico comunale, invece la montagna rischia di partorire neanche il topolino, considerato che il voto è ancora incerto, oltre a dover essere confermato successivamente sia nell’assestamento di bilancio che nel bilancio consolidato. Solo incassati tre volte i 13 voti necessari, il piano delle assunzioni potrà essere trasmesso alla Cosfel per l’autorizzazione definitiva. A quel punto sarà quasi impossibile procedere per concorso, preferendo, contrariamente alle promesse, la snella strada delle graduatorie esterne.
Adriano Falanga























