Scafati. Bambino autistico lasciato senza tutor

Scafati. Costretta a pagare di propria tasca un educatore per il figlio disabile, perché i servizi sociali ritardano nell’erogazione dei servizi

Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile
Piano di zona Ambito S01 02 Comunità Sensibile

Scafati. Bambino autistico lasciato senza tutor

Costretta a pagare di propria tasca un educatore per il figlio disabile, perché i servizi sociali ritardano nell’erogazione dei servizi di tutoraggio scolastico. “Al momento mio figlio gode del solo insegnante di sostegno, che oltre a supportarlo nella didattica, non può fare. E così il bambino si ritrova a non poter fare socializzazione con i compagni di classe, restando solo, perché manca l’assistente materiale, che dovrebbe fornire il Comune tramite i servizi sociali”. Rosaria Nilvetti è mamma di Andrea, un bambino autistico di 8 anni.

I disservizi

La donna, unico genitore, oltre a portarsi addosso le difficoltà oggettive che la situazione familiare comporta, è purtroppo costretta a fare i conti anche con i disservizi generati dal ritardo con il quale il vecchio Piano Di Zona eroga i servizi di tutoraggio educativo. Servizi non obbligatori per l’Ambito, ma che comunque sono testimonianza di civiltà e sostegno a chi necessita di attenzioni particolari. “L’anno scorso l’educatrice fu assegnata a mio figlio soltanto a febbraio, fino ad allora ero costretta a farlo uscire prima, e non poterlo far stare con la sua classe”. Bambini come Andrea hanno infatti bisogno di assistenza continua e specifica, onde permettere loro d’interagire e integrarsi nella comunità scolastica.

Disagi comuni

Ma Andrea non è l’unico a vivere tali disagi, c’è anche chi è costretto a prendere il figlio a scuola quando non capace di assolvere ai propri bisogni fisiologici, o ancora, chi attende da mesi il contributo per il trasporto disabili. Una situazione di precarietà dovuto al ritardo nella costituzione del consorzio “Comunità Sensibile”, che ha assorbito le funzioni del vecchio piano di zona. “Mi sono rivolta privatamente a una cooperativa, dietro il benestare della scuola, per permettere a mio figlio una educatrice che possa seguilo nell’interazione con gli altri” spiega Rosaria, portavoce di decine di famiglie con le stesse problematiche. Venti euro l’ora, per quattro ore a settimana. Una spesa non indifferente per una ragazza madre.

Le varie posizioni

“I fondi per le politiche sociali sono erogati dalla Regione, al Comune spetta, tramite servizi sociali, la loro programmazione – spiega Teresa Formisano, consigliera di minoranza – le attività sociali scolastiche non sono ancora partite, nonostante le sollecitazioni di dirigenti e famiglie. Non è mancanza di fondi, ma di scarsa sensibilità”. “Sono a conoscenza del problema – replica dal consorzio il presidente Pasquale Coppola – motivo per il quale stiamo cercando di dare un cambio di passo, assumendo le giuste figure professionali e non accumulare ritardo come negli anni passati. E’ in dirittura d’arrivo anche il bando per l’assunzione di un nuovo direttore generale, così da procedere a stretto giro alla pubblicazione dell’avviso pubblico per l’utenza interessata e poi fare graduatoria per iniziare le attività”. Le mamme però promettono battaglia, e tramite associazione non escludono di diffidare il Comune di Scafati.

Adriano Falanga

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