Salerno. Dissesto idrogeologico: Cilento e Agro un mal comune (video)

Salerno. Scarso peso alla situazione meteo e all’emergenza idrogeologica. C’è un incosciente lassismo di fondo sugli avvertimenti dell’allerta

Salerno. Dissesto idrogeologico: Cilento e Agro un mal comune

Anche il Cilento si rivela un territorio fragile e indifeso. I fenomeni meteo sempre più violenti e imprevedibili hanno messo in ginocchio anche il fragile ecosistema a sud della provincia salernitana. L’intero comprensorio cilentano è stato travolto da una quantificabile massa di detriti e flussi di acqua incontrollabili che hanno sventrato i centri urbani che per secoli hanno retto a ogni tipo d’intemperia. Frane e inondazioni hanno violentato la tranquillità di posti apprezzati per la loro incontaminata bellezza. Sulla cartina del dissesto la Campania diventa la regione a più alta incidenza di fenomeni idrogeologici ritenuti severi.

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Mal comune tra due territori fragili

Agropoli come Sarno. San Marco come San Marzano sul Sarno e Scafati. La forte pioggia, unita alla scarsa manutenzione del territorio, genera tali emergenze ambientali. Si dà scarso peso alla situazione meteo e all’emergenza idrogeologica. C’è un incosciente lassismo di fondo sugli avvertimenti dell’allerta meteo sempre più spesso colorata di arancione.

Fenomeni sottovalutati

Le autorità locali sempre con più frequenza non attuano le giuste misure e provvedimenti preventivi. Noncuranza nella pulizia dei tombini, delle cunette ostruite da erbacce, dei corsi d’acqua e la sostanziale mancanza della mitigazione del territorio fanno della regione, e soprattutto del salernitano, un territorio con forti connotazioni di rischio idrogeologico. L’agro nocerino sarnese si accomuna al Cilento manifestando gli stessi problemi con l’aggravante che nell’agro ci sono i corsi d’acqua confluenti del fiume Sarno e aree pedemontane a forte rischio frana che non sono mai stati oggetto di una seria politica di mitigazione e tutela dei luoghi. Sopra ci marcia solo qualche politico, in malafede.

Il servizio è di Aldo Severino e Luciano Verdoliva