Scafati. Allagamenti, danni e veleni. Scontro sulla prevenzione

Se è vero che sulle responsabilità il Comune può ben poco, è vero anche che potrebbe almeno fornire idoneo e adeguato soccorso e sostegno nelle aree colpite.

Passata la tempesta, arriva puntuale la conta dei danni, interamente a carico di famiglie e attività commerciali. Mentre però le Istituzioni si puntano l’indice a vicenda sulle responsabilità delle esondazioni e degli allagamenti, emerge un dato preoccupante e allarmante: l’assenza di una struttura di Protezione Civile adeguata ed efficiente. Perché se è vero che sulle responsabilità il Comune può ben poco, è vero anche che potrebbe almeno fornire idoneo e adeguato soccorso e sostegno nelle aree colpite. Anche perché le esondazioni e i danni conseguenti non sono più un fenomeno sporadico ed eccezionale, ma l’ordinarietà in una giornata di pioggia torrenziale.

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“In Bilancio abbiamo previsto quasi 140 mila euro di fondi a disposizione per la Protezione Civile. Se fino ad oggi non siamo riusciti ancora ad attivarli è perché, colpa di alcuni consiglieri transfughi, siamo riusciti ad approvare il bilancio con notevole ritardo”, spiega il Sindaco Cristoforo Salvati. Pochi giorni fa il primo cittadino ha delegato nuovo responsabile il comandante della Polizia Municipale Salvatore Dionisio, il quale a sua volta aveva chiesto a Palazzo Mayer uomini e mezzi a disposizione per strutturare il servizio. E la loro assenza si è pienamente palesata nelle ultime ore, dove soltanto i caschi bianchi hanno presidiato le zone allagate. Fornire però supporto e assistenza a residenti bloccati in casa è difficile, se non impossibile in alcune aree. E così, martedì pomeriggio, e soltanto dopo richiesta di Dionisio, la Protezione Civile regionale è riuscita a mandare due mezzi idrofori per un primo soccorso. “Siamo pronti per pubblicare un avviso per la pronta reperibilità di protezione civile – continua il sindaco – così da dare un supporto concreto tramite associazioni o ditte private, nei momenti di bisogno”. Sono 35 mila gli euro a disposizione, a cui vanno aggiunti ulteriori 55 mila per l’acquisto di materiale per le avversità atmosferiche, e i restanti 48 mila per manutenzione e acquisto dispositivi. Al momento la struttura può contare su un solo defender, pure datato, e un solo dipendente che prossimo alla pensione, ha alzato le mani.

“Gravi i ritardi della Regione e urgenti i lavori di dragaggio dei canali – le parole di Michele Grimaldi – ma Salvati e Santocchio in tre anni non sono riusciti ad attivare il COC – Centro Operativo Comunale per le emergenze e la Protezione Civile, nonostante oramai gli allagamenti siano una drammatica costante, continua a non avere uomini, risorse e mezzi adeguati per fronteggiare le emergenze. Nel frattempo, ad ogni pioggia, siamo costretti in casa, con danni incalcolabili alla salute, alle attività commerciali, a quelli che dovrebbero essere gli standard minimi di sicurezza e dignità di una comunità”. E c’è chi pensa anche ad un fondo di solidarietà comunale per le esigenze economiche di chi ordinariamente si ritrova a far fronte con i danni degli allagamenti. “L’ho già proposto in Consiglio Comunale”, aggiunge Nicola Cascone.
Adriano Falanga