Allagamenti ad Angri. La pazienza degli abitanti delle zone periferiche è finita

Le piogge battenti di questi giorni hanno messo a dura prova la pazienza degli abitanti delle zone periferiche più tristemente note per gli allagamenti: via Orta Longa, Orta Loreto , Avagliana e via Orta Corcia

Angri allagamenti via Orta Longa
Angri allagamenti via Orta Longa

Le piogge battenti di questi giorni hanno messo a dura prova la pazienza degli abitanti delle zone periferiche più esposte e ultimamente più tristemente note per gli allagamenti: via Orta Longa, Orta Loreto (al confine con Sant’Egidio), località Avagliana e via Orta Corcia su cui l’ex consigliere comunale Eugenio Lato del Fronte Civile Stay Angri ha riservato dure parole per il sindaco di Angri Cosimo Ferraioli, scrivendo di essere “In attesa di sviluppi importanti che si stanno concretizzando da parte di persone di buona volontà che vivono il territorio della Periferia Nord angrese 365 giorni l’anno!”.

L’assessore comunale all’ambiente Ciro Calabrese ha ringraziato “i volontari della Protezione Civile ed i vigili urbani per il lavoro svolto e l’opera di monitoraggio e soccorso prestati in questi giorni, in cui in alcuni casi è stato necessario recuperare pure alcuni nuclei familiari, posizionare oltre 600 sacchetti di sabbia per fermare l’acqua che insistentemente voleva invadere alcune abitazioni; purtroppo – ha sottolineato – ci sono stati allagamenti non solo ai terreni agricoli ma pure alle abitazioni”.

Davanti all’ennesima prova subita dai residenti delle zone colpite l’assessore Calabrese fa sapere che ora “il sindaco Ferraioli ha intenzione di rivalersi sugli organi locali preposti alla manutenzione e prevenzione delle aree fluviali in primis il consorzio di bonifica”.

Il primo cittadino ha voluto ringraziare pubblicamente “l’instancabile lavoro della Polizia Locale, nella persona della Comandante Anna Galasso, della Protezione Civile – Comune di Angri e delle Guardie Ambientali Italiane Angri durante le allerte meteo” e che “nel silenzio assordante delle istituzioni sovracomunali, sollecitate più volte ad intervenire e darci una mano, c’è chi si adopera per alleviare i disagi di intere famiglie.

Un lavoro intenso, fatto anche di tanta abnegazione, che non si cura delle offese (anche fisiche) e delle polemiche, ma va avanti con l’unico obiettivo di aiutare la città e i cittadini a superare questi momenti difficili”. Intanto, i residenti delle zone più esposte agli allagamenti si sentono abbandonati e ad ogni allerta meteo con l’acqua sale anche il livello della tensione facilmente palpabile nelle loro parole costretti a fare ogni volta i conti con le cantine allagate se non il piano terra pure.

Coltivazioni periodicamente perse per l’acqua che spazza sementi di ortaggi e piantine. Il malessere insomma cresce sempre più soprattutto nel rimpallo di responsabilità mentre l’arrivo di una soluzione almeno in tempi brevi sembra essere davvero lontana.

Per questo gli abitanti esasperati si stanno organizzando per portare le rimostranze alla Regione ed al Governo, verificando la sussistenza dei requisiti per invocare finanche lo stato di calamità.