Primi ostacoli verso la ricandidatura a sindaco di Scafati per Cristoforo Salvati, la Lega è scettica a ripresentare lo stesso progetto. Dopo il compito assegnato dal commissario provinciale di Fratelli D’Italia Alberico Gambino, l’ultimo sindaco scafatese è impegnato in un lavoro di raccolta di partecipazioni a suo sostegno.
La distanza elettorale
Nel 2019 FDI e il partito di Matteo Salvini, con l’aiuto dei civici, riuscirono a vincere una complessa campagna elettorale contro i colleghi di centrodestra di Forza Italia e il resto del mondo moderato, civico o di sinistra. Ad oggi però lo storico patto di ferro sembra sempre più destinato a liquefarsi, lasciando così Salvati solo nel centrodestra e in difficoltà quando poi dovrà presentare il suo progetto al partito locale. Una rottura prevista sin dalle prime dichiarazioni post sfiducia, quando l’ex vicesindaco Serena Porpora in nome del Carroccio aveva aperto ad una coalizione ampia di centrodestra, che potesse vedere FDI, Lega e FI insieme, ipotesi mai vagliata da Salvati, che detesta politicamente i compagni di coalizione al governo centrale.
La questione FI
Bisogna infatti ricordare come la forzista Teresa Formisano è stata responsabile della fine anticipata dell’amministrazione, una scelta caldeggiata anche da Fulvio Martusciello, con il riferimento regionale di FI che giudicò l’operato Salvati <<nullità>>. La Lega si scosta dalle ambizioni di Salvati per vagliare ancora la situazione, aspettando la decisione definitiva di FDI. A quel punto Porpora e tesserati si ritroverebbero tra due fuochi, con una scelta che penderebbe più verso i moderati che rispetto agli ex Alleanza Nazionale. A contare sarà il peso specifico di numero di candidati consiglieri e di liste a supporto del candidato sindaco. L’attenzione va spostata ora sui movimenti civici.























