Scafati. Il sindaco Aliberti: “Fiume Sarno, adesso serve una mobilitazione di popolo”

"Chiediamo interventi urgenti e il coinvolgimento degli organi inquirenti perché siamo davanti ad azioni illegali che rischiano di farci sprofondare e di portarci alla morte, oltre quella sociale, civile, economica e la perdita della dignità".

Scafati. Il sindaco Aliberti: “Fiume Sarno, adesso serve una mobilitazione di popolo”

Appello del primo cittadino per un coinvolgimento di tutti coloro che vogliono sporcarsi le mani senza interessi per la città di Scafati.

“Cari miei concittadini, pur non avendo nessuna responsabilità e competenza sull’ inquinamento e gli allagamenti del fiume Sarno, ho ritenuto sempre di avere una “Responsabilità Morale” che va oltre quella Istituzionale. È il motivo per il quale ho voluto e ottenuto la Rete Fognaria su Scafati per circa 30 milioni di euro che a distanza di 8 anni sono costretto ancora a seguire nei lavori per la “sciatteria” di chi si è interessato del nulla.

Non voglio polemiche ma solo SCAFATESI che, insieme a me e alla mia squadra di governo della città, hanno voglia di sporcarsi le mani per Scafati senza interesse. Dopo gli incontri avuti in Regione con il Vicepresidente Bonavitacola, non mi fido più di NESSUNO.

Andremo avanti con una “Lotta Politica” senza precedenti per l’inquinamento e gli allagamenti. Il progetto del “GRANDE SARNO” per il quale sono stato l’unico Sindaco a sostenerlo 10 anni fa torna di attualità. Lo vedranno realizzato, eventualmente, i miei nipoti.

Adesso chiediamo interventi urgenti e il coinvolgimento degli ORGANI INQUIRENTI perché siamo davanti ad azioni illegali che rischiano di farci sprofondare e di portarci alla morte, oltre quella sociale, civile, economica e la perdita della dignità. In questi giorni abbiamo lavorato in prima persona: Scafati è parte dell’inquinamento per non più del 20% ed è la CLOACA E LA VASCA DI RACCOLTA di tutte le acque che arrivano dai comuni della Provincia di Salerno, Avellino e Napoli.

Cosa dobbiamo sapere è cosa la REGIONE con le sue partecipate deve fare nell’immediato:

  • prendere atto che nei sedimi del fiume e dei Canali, caratterizzati e comunicati dallo stesso CONSORZIO DI BONIFICA più di un anno fa, a tutte le Istituzioni, hanno, tra svariate sostanze patologiche, anche quelle CANCEROGENE (HP7).
  • che da lunedì la REGIONE attraverso l’Arpac e organi inquirenti, insieme alla Polizia Municipale e i Sindaco (SARÒ IN PRIMA LINEA) deve effettuare la Mappatura di tutti gli scarichi in fogna, il Controllo dei Formulari delle Aziende e delle Civili Abitazioni, deve assolutamente procedere alle ISPEZIONI nei 33 comuni interessati dal bacino idrogeologico del Fiume Sarno.
  • su Scafati la Regione deve mettere in campo un lavoro straordinario e urgente in vista delle piogge che arriveranno a breve e che ci faranno sprofondare.
  • abbattimento del PONTE MARCONI sull’Alveo Comune con dragaggio degli ultimi 800 metri prima che lo stesso si immetta nel Sarno all’ altezza della “CIAMPA DI CAVALLO”.
  • riportare il RIO SGUAZZATORIO al suo ruolo naturale: è nato per raccogliere il 10% delle acque dell’ALVEO COMUNE durante le Piene dovute alle piogge, oggi raccoglie il 90% provocando allagamenti alle colture in territorio scafatese e gli ALLAGAMENTI DI PIAZZA GARIBALDI NEL CENTRO DI SCAFATI.
  • dragaggio e taglio del canneto nel tratto di FIUME SARNO che va dalla “Ciampa di Cavallo” fino alle Paratoie in piazza a Scafati.
  • Rifunzionalizzazione del Canale Bottaro.

Sono queste, nell’immediato le cose che da SINDACO CHIEDO PER I MIEI CITTADINI E PER UNA CITTÀ FIN TROPPO MARTORIATA. Dopo gli interventi fatti con Arpac che continueremo nel nostro territorio, dopo i sopralluoghi con il GENIO CIVILE, IL CONSORZIO DI BONIFICA E L’ING. VACCA PER LA REGIONE CAMPANIA, si confermano tutte le nostre preoccupazioni e soprattutto che una Regia occulta e invisibile abbia lavorato per convogliare le acque di altri Comuni su Scafati. Abbiamo le prove per dimostrare questo ed altro facendo riferimento agli interventi di “Somma urgenza” che sono stati fatti altrove. Anche con metodi “delinquenziali” come quelli a cui abbiamo assistito in queste ore: sedimi tolti dal “Canale più inquinato d’Europa” e riversati addirittura nei terreni coltivati.

“Lunedì manderemo la nostra relazione di dettagli in regione e a tutti gli organi inquirenti affinché si facciano i lavori richiesti, in assenza dei quali, per alcuni saremo noi (gli scafatesi) ad intervenire”.