Scafati. Muore all’ospedale in attesa dell’ambulanza

Scafati: Muore all'Ospedale "Scarlato". Ambulanza in ritardo. Inutili i tentativi del personale di rianimare un 60enne

Scafati Ospedale Mauro Scarlato - Agro24
Scafati Ospedale Mauro Scarlato - Agro24
Scafati. Muore all’ospedale in attesa dell’ambulanza

Non arriva l’ambulanza e in un gesto di disperazione corrono in auto al presidio ospedaliero “Mauro Scarlato” di Scafati: l’uomo però quando viene trasportato nei locali dell’ex Pronto Soccorso è già deceduto. Un’altra morte scuote la città di Scafati, vittima un sessantenne che ha atteso l’arrivo di un mezzo del 118.

La tragedia

La tragedia avviene in mattinata, quando l’anziano accusa un forte malore, spaventando così le persone a lui vicine. Tempestiva la chiamata agli operatori sanitari con la richiesta urgente di un’autoambulanza che potesse intervenire, anche perché le condizioni critiche dell’uomo in peggioramento minuto dopo minuto. Dopo diverso tempo dalla telefonata però le persone vicine all’uomo, stufe di non aver notizie di soccorsi e preoccupati per le condizioni del 60enne, hanno così deciso di provare a cercare aiuto all’interno del presidio ospedaliero “Mauro Scarlato”.

Il decesso

Arrivati però dentro la struttura che ospitava circa dieci anni fa il Pronto Soccorso, l’uomo non dava già più segnali di vita. A nulla è servito quindi l’intervento immediato dei rianimatori presenti, ringraziati profondamente dalla famiglia dell’uomo, che sono stati costretti a poter solo certificare data e ora del decesso. Le dinamiche dell’episodio, che non hanno visto l’intervento di nessun operatore sanitario, hanno permesso un’istantanea restituzione della salma in vista delle rituali celebrazioni funebri nelle prossime ore.

Tragiche analogie

Il caso sfortunatamente ha però diversi punti di contatto con la storia della donna 59enne deceduta circa un mese fa dopo aver provato a trovare soccorso all’interno del “Mauro Scarlato” senza successo. Se la signora infatti ricevette le cure dagli operatori del 118 quando ormai non c’era più nulla da fare, l’uomo non ha avuto proprio possibilità di accedere a nessun servizio emergenziale, nonostante l’importante impegno da parte dei rianimatori presenti nella struttura ospedaliera. U n territorio, quello scafatese, costretto così a piangere un altro concittadino in dinamiche frustranti in un panorama sociale e amministrativo sul piede di guerra sul tema sanitario, stufo di continui “troppo tardi” e “nulla da fare”.

L’ordinanza

L’amministrazione Aliberti, proprio a seguito del decesso di un mese fa, aveva redatto un’ordinanza, ancora valida, in cui si intimava l’ASL e la Regione Campania a impiegare un maggior numero di autoambulanze provvisti di rianimatori sul territorio e in particolare all’interno del presidio ospedaliero “Scarlato”. Addossando alle alte sfere dirigenziali sanitarie e regionali la responsabilità di qualunque tipo di disservizio.

Alfonso Romano